Crapula Edizioni

Elia

[Racconto di Barbara Berlendis* e Domenico Caringella, pubblicato su CrapulaClub in occasione dell’anniversario di Moby Dick (edito da Richard Bentley a Londra il 18 ottobre 1851) di Herman Melville.] Colonna sonora: The ocean – Tom Waits  * «Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore» (Malachia, 4,5) “Shan’t see ye again very soon, I guess; unless it’s before the Grand Jury” (Moby Dick, chap. XXI) Vedete. Se volete, vedete. Sono la faccia…

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L’apprendista

Mi sono fermato alla Qabbalah. È stato l’ultimo libro che ho letto. Mi è bastato. L’edizione che a un tempo aveva soddisfatto e esaurito la mia sete di conoscenza attraverso la parola stampata, era impressa su una carta grezza di terza scelta, tenuta insieme da una rilegatura avventurosa e da una copertina con l’immagine di un golem senza sguardo e l’ombra del rabbi Loew rozzamente riprodotte. Ma le interpolazioni, le postille e i commenti a margine vergati con scritture diverse…

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Go Hifreann Leat

Colonna sonora: The Waterboys, Fisherman’s Blues, 1988. Quando O’Brien, tirando a fatica la rete sulla barca, ci trovò impigliata la ragazza con le trecce, imprecò forte. Lo fece in gaelico, convinto che fosse l’unica lingua che la divinità a presidio delle acque del fiordo comprendesse. Il corpo era levigato e devastato dal mare e dal sale, ma toccarlo di nuovo gli procurò lo stesso spasimo. Lo sistemò in un telo cerato giallo, azionò il piccolo motore a elica e si…

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Finisterre. Lo strano caso dei gemelli Denis
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Gli effetti del Sashimi sui processi sinaptici dei cuochi

Il cielo smise di piangere lacrime di smog e vapore non appena ebbi posato piede sull’asfalto bagnato della pista del Narita International Airport. Senza soluzione di continuità attaccò a piangere Akiko, la hostess di terra della Fujii Airlines che mi attendeva in kimono bianco alla fine della scaletta e a cui avevo pestato sbadatamente uno dei piedini misura 34. Era dalla mia diaspora che mancavo da quella terra. Di diaspora parlo perché così ricordo di averla vissuta, anche se il…

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Lo sa il cielo

Subito dopo aver letto il messaggio con cui proponevo la mia candidatura, rivoluzionando dalle fondamenta l’intera missione, Niles mi aveva telefonato e senza convenevoli mi aveva scaraventato addosso tutto il suo disappunto. Niles all’occorrenza si rivelava una pistola sempre pronta a sparare. «Cox, avevamo il sacrosanto diritto di sapere dall’inizio che sei un pazzo figlio di puttana suicida» mi aveva detto a bruciapelo. Aveva aggiunto tra un sacramento e l’altro (Niles era capace di passare, senza battere ciglio, dalla pistola…

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Delta

“And all the children are insane, all the children are insane Waiting for the summer rain” (Jim Morrison, The End) I. Sembra che la realtà sia ormai un piano inclinato e il mondo una biglia d’acciaio impegnata nel moto perfetto del suo scivolare verso la rovina. Tutto sta per finire. I dispositivi di distribuzione di notizie non dicono altro, trovarne uno che non preannunci la catastrofe è quasi impossibile; e così inserire il numero massimo di parole chiave, nel tentativo…

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Il Maine

Disarmato, crollò sulle ginocchia; il fendente successivo, allora, gli troncò di netto una mano; perse i sensi. “Ho sognato” pensò con sollievo il soldato aprendo gli occhi, a letto, a casa, nel Maine, al sicuro, un attimo prima di svegliarsi veramente, in un lago di sangue. Soundtrack: David Lanois, Sleeping in the devil’s bed. Foto di copertina: Hedda Selder, Following the road, Österlen, Sweden, july 2011.

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B per Beati
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Matthew

Scendeva gli scalini a tre alla volta e pensava che doveva essere stata la primavera. Le fottute stagioni ne sono capaci, concluse all’ultima terna di gradini dell’ultima rampa. La primavera era riuscita a farsi strada attraverso le polveri impalpabili della vetreria all’angolo e il fumo degli scappamenti, era scampata alla guerra religiosa che l’aroma di cucina bengalese che risaliva per la tromba delle scale combatteva contro quello di erba pakistana che si sfaldava sulle pareti scrostate dell’appartamento raddensandosi sul soffitto,…

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L’affare Malinverni

Nel suo italiano perfetto al limite della freddezza, Murray aveva chiesto all’autista in livrea di fermarsi lì, con i girasoli che li spiavano da ogni parte. Il sole di agosto, che non aveva timore di Dio, né conosceva clemenza e carità, lo ferì appena scese dall’auto. Era ancora lontano e non amava camminare e i tre chilometri che lo separavano dal quadro gli sembrarono una punizione adeguata. Portava un cilicio invisibile; modi strani per espiare e personali criteri di misura….

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