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Crapula Edizioni

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Una storia di Me

Intro: trapianto dei polmoni di Allen Ginsberg Ho visto le migliori menti della mia generazione vibranti della propria salvifica follia, pulsanti di passione attraverso gli amplificatori, agitare rabbiosamente la testa per scuoterne via le spiegazioni di chi è stato chiamato a essere adulto prima di noi, ormai inadeguate a giustificare la nostra esistenza; rinnegarsi, abbandonarsi, lasciarsi crollare sui marciapiedi all’alba di un nuovo giorno il cui arrivo cerchiamo di rimandare il più possibile a lungo, con quella sensazione che tutto…

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Il cinema Italia

Oggi era la storia di un uomo vecchio, molto vecchio, e grasso, che girava per casa sua sempre a torso nudo, al più con una camicia a maniche corte tenuta aperta, sempre la stessa, la camicia, e per tutto il giorno non faceva altro che starsene seduto sul divano a bere acqua da bottiglie di vetro che teneva a freddarsi nel frigo, alcune volte l’acqua se la versava addosso, il divano si infradiciava ma all’uomo mica gli importava, continuava a…

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Lo giuro

Nella sala vi erano sette persone ed erano troppo piccole per uno spazio così grande. Le luci fredde illuminavano la platea assente, il silenzio s’infilava tra gli archi troppo ampi e le panche vuote: alla porta due uomini in divisa s’assicuravano che nessuno potesse oltrepassarne la soglia. Uno dei due indossava un viso grottesco, all’altro calava sul volto una pietà fin troppo umana. Nessuno dei due respirava più del necessario. La voce del Giudice giunse sottile senza nascondere l’interesse per la…

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Architetture minimali
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6x6x6 – Variazioni Augusto

Quello che avete davanti è un cubo magico. Un cubo di 6 facce, su ogni faccia ci sono 6 poligoni, ogni poligono ha 6 lati. Un cubo impossibile.  Tra il racconto breve (short story) e il racconto lampo (flash story) c’è la stessa distanza che passa tra il romanzo e il racconto. L’essenzialità della forma breve, portata all’estremo, diventa multiformità, si apre a variazioni e appropriazioni infinite. Come in quello che è – o è stato a lungo considerato –…

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Variazione sul tema del ritorno
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I comunicanti

I. C’era quello che non parlava a nessuno metà steso a terra e schiena al divano. Non era noto ai più come chi non deve niente a nessuno, niente in senso quasi assoluto. Teneva chino il capo per controllare il bisturi stretto a mano destra guantata ferma. Incideva appena sotto il torace. La testa non presentava oscillazioni ed era già un sintomo. Dalla carne recisa non gorgogliava sangue ed era un altro sintomo. Deposto il bisturi, tolto il guanto di…

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Cani post-empatici dall’alba al tramonto del terzo millennio
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La minaccia dell’anfibio

Via del Corso il ventitré dicembre è fredda e popolatissima: temperatura media otto gradi, dal punto in cui si spalanca sul Vittoriano a Piazza del Popolo nell’ordine delle diecimila persone. Si immagini un alligatore scivolare fuori (0.1) dalla fogna di un vicolo, all’altezza della chiesa di San Marcello, e insinuarsi (0.2) tra la calca, la quale (0.2.1) non realizza subito: un campo di normalità che è la somma delle singole normalità dei presenti assorbe il particolare inverosimile come per azione…

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Tecnologia olandese
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Signor Pacciani
24 Maggio 2018
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Variazione sul tema del ritorno

Sulla città dormiente s’incendiavano le stelle nel buio del cosmo, dove l’uomo vide l’ordine e lo mescolò in un sogno. Il suo fiato nebulizzato dal freddo, nella strada vuota della città, mentre il rumore dei passi si alternava al silenzio dell’inverno. Nella notte limpida come un mare in bonaccia l’uomo aveva gettato l’àncora e si era abbandonato all’attesa. Il pensiero era l’àncora – poiché di cosa può avvalersi quest’uomo se non del pensiero per non perdersi o per perdersi? La…

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Incipit tragoedia, quando?
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Masquerade

1. Quando pensa a Walt Disney, di solito Remo se lo immagina dall’alto, nella sua cabina pressurizzata, a sorridere a sua moglie Lilly mentre col dito indicava Lake Buenavista, una palude dove allora non c’era niente. Se lo immagina così, Walt: ben vestito, profumato di dopobarba, mentre decideva che i tempi fossero maturi, e l’umanità svezzata; mentre decideva che l’eden, il posto più felice della terra, non avrebbe mai più dovuto attendere una particolare contingenza politica, o un’etica rinsecchita, per…

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Se il nostro amore vale qualcosa

I Era lei a chiedergli di osare. L’ultimo movimento doveva spingere i toni del realismo al suo margine estremo: “Se il nostro amore vale qualcosa” – evocando, insolitamente pignola, nei suoi striduli accenti, parole come purezza e fedeltà – “devi avere il coraggio di metterlo in musica. Ancora io non sento quel pathos, quella seduzione… la stessa presa ipnotica che ha imbambolato noi due!” Era nuda in mezzo al letto, stesa su un fianco, con il bocchino di grafite tra…

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Le sette segrete del Lete

L’erpete s’estese. Febbre, peste: Mercedes ebbe tremende pene nelle estreme e deste sere. Nel breve rese le penne, decedette, e le venne d’esser cenere. Ebbene, scese nelle fredde melme del Lete e, sebbene fremente, ne emerse. Spense le ferree certezze terrene del sé precedente, e gemette. Stette greve nel vedere selve nere per leghe e leghe. Terre depresse. «Perché me? Perché Mercedes, erede d’eccellente gente perbene, è nelle dense selve delle tenebre peste?». Repente venne Selene, che le fece: «Mercedes…

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