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Il diario e il suo doppio

Postfazione a Kronos (Witold Gombrowicz, Il Saggiatore, 2018) a cura di Francesco M. Cataluccio. Le immagini provengono dalla stessa pubblicazione. Ringraziamo l’editore per averci concesso di riprodurre il testo. *** «Kismet è una tagliente parola turca (che significa: Destino).» La scrisse, come un sigillo sul senso di tutta una vita, Witold Gombrowicz, Leggi

Orari lunghi

Mi trovo adesso in una situazione mi si aiuti a dire pressoché indescrivibile: il mio lavoro è di fatto finito da un’ora e mezzo, e in questa ora e mezzo ho colto l’occasione al balzo per leggere qualche pagina di un vecchio libro di fantascienza tradotto in un italiano pessimo, l’italiano che Leggi

Un amore d’inverno

Papi spalanca le tende e la luce del giorno invade la stanza, aggredendomi gli occhi. Mi aspetto che mi strappi di dosso il piumone, ma lui non lo fa. L’ultima volta in cui qualcuno mi ha svegliato in questo modo mi stava strappando di dosso il piumone. Mi stava gridando di andarmene Leggi

Heinrich von Kleist

Heinrich von Kleist, nato a Francoforte sull’Oder nel 1777, combatté per l’esercito prussiano, studiò legge, studiò filosofia, lesse Kant e ne ebbe una crisi, scrisse drammi e diede fuoco al maggiore di essi, scrisse racconti, fu arrestato e imprigionato dai francesi per spionaggio, scrisse ancora, rimase senza lavoro e rifiutato dagli editori, Leggi

Svenire d’orrore. Michael Kohlhaas e altri racconti di Kleist

Voglio svenire d’orrore con Heinrich von Kleist. Andare a passeggio con lui non si può, c’è il caso, a riportarlo tra noi, che senza dire una parola si precipiti ancora una volta a camminare in riva al Wannsee, sulla strada per Postdam, pronto a saltare nella morte, una morte gioiosa e indicibilmente Leggi

Kohlhaas. Partitura a voce alta

Kohlhaas, entrando nella sala, afferrò per il petto un certo Hans von Tronka che gli veniva incontro e lo scaraventò in un angolo della sala, così da fargli schizzare le cervella sul muro. (Heinrich von Kleist) Guglielmo Galasso omm’ onesto e probo, a cinquant’anni arrivato tutto in ghingheri come un signorotto di Leggi

La società

di Virginia Woolf Ecco come tutto ebbe inizio. Un giorno, dopo il tè, sei o sette di noi erano sedute. Alcune avevano lo sguardo rivolto in strada alle vetrine del negozio di cappelli dove la luce ancora metteva in risalto piume rosse e ciabatte dorate. Altre costruivano pigramente torrette di zucchero sul Leggi

Lavoro del tubo

Universal Uniform Co. occupava un vecchio hangar in mezzo a una distesa rovente di Inglewood, un ghetto nero di Los Angeles. Il posto divorava manodopera a buon mercato. Il magazzino conteneva un’infinità di scaffali carichi di bare di cartone piene di tute da operai, uniformi scolastiche, divise militari e da poliziotto, vestiti Leggi

B per Beati

Da ore si susseguivano i discorsi di tutte le cariche e commissioni: sui banchi alcuni deputati chiacchieravano sottovoce, altri erano immersi negli schermi, altri ancora si guardavano attorno impazienti, una decina, sfinita, si era abbandonata al sonno. Indifferentemente da chi li pronunciasse, ringraziamenti, aneddoti e vuoti flussi di parole riempivano l’aria senza Leggi

Suttaterra di Labbate. I limiti del linguaggio

Incipit. E l’apostolo disse: Dal Mediterraneo non si odono più risalire le scricchiolanti ombre di pesce che giungevano alla corte dei miei sogni, elettriche e furiose, scatenandosi dall’acqua fino alla mente. C’è una fossa ora nel mare: vi ribolle la luna, si spezzetta come le ostie impugnate in segreto, al riparo dalla Leggi