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Crapula Edizioni

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Crapula Edizioni: Il presente (III)

Eccoci al terzo episodio – buona la terza – de Il Presente. [Allo stesso tempo* per ribadire che lavorare, e collaborare con autori, scrittori – crapuli – è per noi onore e dovere, vi rimandiamo ad una muy frizzante rubrica del Muna. *Nota per i più godurioni tra i crapuli: intorno a questa locuzione, “allo stesso tempo”, si sviluppa uno dei più interessanti testi di Jacques Derrida, Ousia e grammé. Nota su una nota di Sein und Zeit (J. Derrida,…

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O Metis
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Scontro al vertice (VI) – La caduta (L’inganno è la via)

La testa di Bloom, più leggera o vuota (l’inferno e la gravità), flotta nell’aria schiumosa e ricade quando i Titani sono già in atto e tutto è cambiato, la partita non è più una partita ma un’orgia d’infamie – la testa ricade in ritardo, come sempre il giudizio rispetto alla cosa. Nella ressa, nell’orgia, alcuni muovono ad agio e sguazzano, altri (Beckett si strappa i capelli come un samurai della pelota-parola, l’ultima; Bukowski ingozzato e saturo; Sartre impallinato; Platini il…

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Crapula Edizioni: Il presente (II)

Il presente. Qui il primo. Buona lectura et crápula. (El potrero y la pelota no se manchan). Io oggi sono tornato a casa prima, dall’ufficio, di dieci minuti, giusto perché i mezzi erano puntuali, oggi. La bicicletta l’ho vista poggiata al pino, lasciata così in fretta come quando Giulio torna a casa solo per andare a bere. Però poi la piglia e se ne va di nuovo con quella distrazione che fa da specchio a tutto ciò che gli si…

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Crapula Edizioni: Il presente (I)

  Il presente Quella donna è matta. Avesse speso più parole, non dico quindici, ma almeno sei, tipo un forse, un quasi. Se m’avesse detto una circostanza, disegnato un’ipotesi, per quanto personale fosse stata l’avrei almeno azzannata, l’ipotesi. Invece. Quella donna è matta. Talmente condanna che assolve pure, come una testa che mi rotola in petto, ed io boia. Eppure sul ponte era stata davvero un po’ matta. E pure al matrimonio della sorella, quando balzò nella fontana e prese…

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non c'è scampo
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Scontro al vertice (VI) – La caduta (Et tu n’attends plus la mort qui viendra)

Nella ferita precipitano i corpi, ottemperando alla caduta. Lo spazio è più relativo del tempo incostante. Eppure si cade. E si vede, si annusa, si tocca. I sensi non mentono, non mentiranno. Il campo elettrico, il campo magnetico, la distorsione, il precipizio. Esiste questo infinito, pur sempre delimitato, e intorno le città sbudellate, incendiate da fauci meccaniche che sputano acciaio, da aerei bombardieri, funghi atomici, allucinazioni, iperventilazioni, morti. Tutto ciò che brucia è lo zolfo nelle narici: più si fa…

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La plus charmante c’est l’absence

Sono già dieci anni che questo testo esiste (bisogna invecchiare e morire e ricordare). Oggi, in pasto ai crapuli, ve lo diamo rivisto ed interpretato in motion (con Chiara Perrone). Un testo che si riferisce, ante litteram, a questo. Lasciala cantare, un’assenza lasciala cantare. _ la plus charmante c’est l’absence – a light – motion by C.Perrone & D.Moreschini – Testo e voce A.Zucchi – Missaggio Audio H.Ré from Claritazita on Vimeo.   Hai detto sì? E’ bene che tu…

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Ode

È estate, voi, miriadi di promesse nella pioggia, scrosciate. Io vi amo. Pensate per me un ritmo e un volto, perché satiro non voglio più essere senza il riso che mi straccia i denti. E tu, femmina, tra tutte le gocce esplose ti avvicini, ti allontani, mi pare sempre di attendere un canto, ma oggi la pioggia m’inganna. Eppure ti vedo, mentre ti dono cento gazzelle per danzare insieme nella mia savana. E colgo per te tutti i leopardi, sonnolenti,…

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Scontro al vertice (V) – Lo specchio delle idee

L’aria si fa inspiegabilmente limpida. Il luogo è un ossimoro, ora. “Si va avanti qui, se davvero si va e non si sta fermi.” Osserva Fharidi, il viso abbagliato dalla luce. “Si è moltiplicato tutto! Il campo è uno specchio.” La palla intonsa e bianca e la sua riproduzione nello specchio, a centrocampo. Quel che resta di Bloom controlla che le squadre siano schierate. Non manca nessuno. Due fischi. Platini la dà indietro, la palla rotola sdoppiata, mentre le due…

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Crapula Edizioni: Scirocco (II)

Alonso Quijano è tornato. Torna, se ne va, lo mette e lo leva. Glaucopia, la donna alla finestra è la seconda stanza di Scirocco, un poema di Alonso Quijano. Pagina correlata:  Scirocco I   2. Glaucopia, la donna alla finestra “Che cosa offusca la mia vista? Forse ho gli occhiali appannati!” Disse l’assetato, dopo una lunga pausa, gettando lontano la piccola pietra che stringeva ancora in mano. Sotto il ciglio della strada sgattaiolò un topo. Anche quest’essere, questo untore, ha…

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Origini

«e pe’ me/ rest’ sul’ ‘addore/ terr’ c’ammesc’ ‘/a vit’ e se ne va» Pino Daniele, Tutta n’ata storia Tre ore per farmi un biglietto ’sto cazzone – e dove vai? E perché? Eh, sì! Al nord profondo me ne voglio andare, al freddo, lontano che il sole qua prende sui peggio liquami, e non si vede e non si sente altro – fosse solo merda, la merda io pure ci starei, che c’ha di male questa a parte puzzare?…

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