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Crapula Edizioni

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Un filo che si spezza (racconto breve)

[senza foto]   “Quante volte in un giorno pensi alla morte?” Domandò l’uomo rassegnato. La donna, cui era rivolta la questione, sedeva al tavolo, e guardava fuori il cielo annuvolato. Storse il labbro inferiore, non appena sentì la domanda e non rispose. L’uomo rassegnato la incalzò, gli occhi fissarono le mani intrecciate sul tavolo. Non uno sguardo, nessuna intesa! L’uomo disse: “Io non ci penso abbastanza! Eppure – non lo credi anche tu? – dovremmo ritornare a riflettere sulla fine,…

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La fiducia (racconto breve)

Disse il clown: “Fa’ di me quello che vuoi!” Rispose la donna equilibrista: “Fai come faccio io: cammina sospeso su quel filo.” Il clown la guardò, nell’espressione del volto dell’equilibrista notò un segno di scherzo e di disprezzo, ma forse si sbagliava. “Farò come dici, pur di non deluderti!” Disse risoluto e ingenuamente. E si accinse a salire lungo la scala di corda e legno, che portava al filo sospeso. La donna fece lo stesso, ma dal lato opposto. Giunto…

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Crapula Edizioni: Sensi unici

  Sensi unici, di Agathe Quando mi riaccompagna a casa scendo dall’auto e non dico una parola, tace anche lui. E aspetta. Il solito sfiorarsi delle dita. Stavolta non lo faccio e non mi volto. Ho sentito parlare di un tale che una volta si è voltato e gli è andata male. È per questo che non lo faccio, ho il terrore che svanisca. Come qualche ora fa. Che non tornasse. Di trovarmi in strada da sola, appena fuori dal…

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Crapula Edizioni: Il presente (VI)

Eccoci. Proprio ora, in extremis, il munaciello si rende utile. Il presente (cinque, quattro, tre, due, uno) Ho le mani rosse, e se tocco i numeretti d’oro o li si sporco o li metto a nudo. E’ un’unghia a portarmi qui, l’unico pezzo che stona come un tombino conficcato male in strada, e lo smalto, prima che vezzo, è vernice e non inganna. Di questa porta che m’ha sempre visto, io non conservavo disegni fino ad ora. E manco ora, che…

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Crapula Edizioni: Il presente (V)

E questo è il penultimo. L’immane lunghezza, qual’è il posto della letteratura di lunedì sera? È questo. Questo qui, qua sotto, nella vignetta (a Yalta, dove pure si decise il destino del cacio sui maccheroni).     Il presente (sei, quattro, tre, due, uno) A quanto pare l’asciugai io, e le tolsi le alghe dai capelli prima che lei stessa si facesse alga. Ma questo non conta, a quanto pare, adesso, e dopotutto credo anche che rientrasse nei miei taciti compiti. A…

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Edizioni Crapula: Genealogia di un titano

Nudo e crudo per voi un canto. Dalla penna di Alonso Quijano (o di quello che così si fa chiamare) “C’è una gabbia?” – “Mettilo qui”, rispose da dentro il camice verde inamidato e lui – se c’è un ordine chi fa la domanda esegue – lo mise dentro il recinto altemura. (Neanche dieci anni sono stati necessari neanche il silenzio trattiene più il respiro neanche la conservazione, l’abitudine. Niente.) “Che mangia?” – “Circe ha venduto le sue serve di…

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Crapula Edizioni: Il presente (IV)

Encore et encore. La quarta de Il presente.  Il presente, di Ciro Monacella (qui gli altri episodi: uno, due e tre, cinque, sei). Al matrimonio di sua sorella eravamo a tavola con un po’ di gente grigia, che pigliava colore solo alla nuova portata, specie se di carne. Ma giusto per i riflessi dei vassoi. E Sara era moscia: era un po’ di tempo che le mancava quella vivacità da fiorellino di scogliera inchiodato sulla spalla. Temevo che con me si annoiasse,…

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