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letteratura e altri buchi

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Un certo non so che.

E tutte le fatiche che si son fatte per definirlo (l’humour) ricordano veramente quelle speciosissime che si fecero nel XVII secolo per definir l’ingegno (oh, il Cannocchiale aristotelico di Emmanuele Tesauro!) e gusto e buon gusto e quell’ineffabile non so che, per cui Bouhours scriveva: “Les Italiens, qui font mystère de tout, emploient en toutes rencontres leur non so che: on ne voit de plus commun dans leur poetes”. Gli Italiani “qui font mystère de tout”. Ma andate a domandare…

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Prima dell’inizio della fine

La Macinatrice, Massimiliano Parente. Edizioni Pequod. Copertina interessante. Sfoglio il libro. La citazione: Leopardi, Zibaldone. (Le citazioni sono una vera ossessione per lo scrittore. Cerca sempre quella che condensi, che sia circolare all’opera. Per non dire delle dediche!) In sintesi. Così inizia. Qualcuno è già nato ed è stato spiaccicato da poco sotto un tacco a spillo. L’ossessione, il ricordo, l’ultimo atto per giungere al segno: una fotografia di un piede. Così finisce. Che cos’è la Macinatrice? Tutto ciò che…

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antipasto del día

In cucina si freme. Si pratica autarchica – noi stessi, una mano alla padella l’altra alla brace. “Me la dia al sangue, please.” “Me la dia come le pare, me la dia.” In summa, nell’attesa – è una vita che aspetto e non smette; se il tempo è un problema di prote philosophia che almeno lo spazio sia indulgente, si dia, “me la dia, please” – nell’attesa del piatto succoso (un pezzo sulla Macinatrice del buon Alonso Quijano, poeta lejano)…

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¿Ma che davero?

Addenda dell’ultim’ora. Moresco su Baricco, qui. Il caso non è neppure recente – la sua portata è ciò che conta. Ad inizio maggio del trascorso anno del signore, Antonio Moresco e Massimiliano Parente, due tra i massimi scrittori del nostro evo, si sono fatti protagonisti d’uno scambio polemico, alla cui base c’è un concetto, il muro contro cui l’arte moderna*, da quando ha partorito o è stata partorita la prima volta, non ha potuto fare a meno di sbattere: il…

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Il velo del velo di Maya

Si discute – ogni tanto, pure da noi, qua sotto. Discutevo con un amico divoratore di libri di quanto difficile, improbabile sia posare gli occhi su un gran libro di racconti – non un antologia posticcia, un libro di racconti cui luce ed intensità si conservino da capo a coda, da chiappa destra a quella sinistra circumnavigato tutto il resto. Poi una di quelle oscure leggi statistichemi ha messo sotto gli occhi un libro de cuentos del buon Jorge Luís…

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Appello. Se esistono ancora i poeti…

Poeti, andate via! Scomparite, dileguatevi. Camuffatevi dentro e oltre i vostri volti anonimi. Non uscite allo scoperto. Indignatevi e attendete! Abbiate pazienza e soprattutto non pregate, non invocate. Scrivete invisibilmente. Andate via, amici poeti, da questi liquami dilaganti, ancora poco e saremo tutti sommersi dall’onda di merda di questo maremoto di ignoranza. Fra poco o è già in atto?Andate dove l’unica voce che riconoscerete sarà la vostra, qui non c’è spazio per voi, non c’è tempo, qui dentro, nel mondo….

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Sul divano del sultano – Wu Ming Altai

Cari, numerosi, crapuli sparsi nel mondo, long time no see, n’est-ce pas? Eccoci qua, punto e daccapo, n’artra vorta – l’assenza, cari, è pur sempre un modo di starci. Stanotte, o ‘sta mañana secondo il vostro fuso orario, vorremmo riprendere un filo – la narratività, cose così, amene. Sulla scia del “ best-seller di qualità” echiano (l’eco d’Eco), nel quadro d’una struttura teorica home-made (New Italian Epic), Wu Ming hanno scritto Altai (Einaudi, 2009). La intriga riallaccia i fili sciolti…

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Inland Empire.

– Tra il sogno e la realtà esiste Inland Empire. La prova dell’inconscio. – Come puoi dire una cosa del genere, blasfemo! Provare l’inconscio, questo va anche oltre la blasfemia, è eresia. Vorresti forse dire che la mente ha un confine? O un confino? – Si. Lo voglio dire. E aggiungo: se entrambi, confine e confino, fossero la stessa cosa? Se la mente, se la rappresentazione di questa, se il problema eidetico o estetico fossero le prove e non le…

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Una volta non c’era la televisione, solo il Bello!

“Questo post è bellissimo” – si, voglio che si dica così. Tanto dire “è bellissimo” non ha più nessun valore potente, né è un giudizio di gusto cui prestare fede (e chi sa perchè poi la fede si presta e non si guadagna o si gioca ai dadi!). In ogni caso che cos’è bello si chiede ancora l’umanità e trova la semplicissima risposta che tutto è bello, perchè da qualche parte ci sarà qualcuno cui un orrore (e siamo ancora…

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Qualcosa è andato storto!

Noi crapuloni mai sazi siamo audaci divoratori di poesia – e di sicuro qualcuno starà storcendo il naso. Bene, lettore, se sei tu che storci il naso sappi che a noi anche i nasi storti fanno piacere. Non vogliamo farci mancare niente, proprio perché siamo nessuno (meglio anaforizzare il concetto!). Il testo non ha tutti i crismi della critica, della retorica appassionata (che già di per sé è una presa in giro), ma vuole essere un invito alla riflessione. Poi…

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