In questo spazio, aggiornato periodicamente come se la redazione fosse un algoritmo, pubblicheremo tutte le comunicazioni di carattere denigratorio che riceviamo sempre più di frequente, in forma di lettere, e-mail, messaggi e commenti – in ordine evangelico: gli ultimi saranno i primi.

Epistola 8

Epistola 7

Borges in Borges

(da un improvvido account Facebook in data ** gennaio 2017)

Epistola 6

Stronzetto da quattro soldi*,

Arlt non capisce nemmeno un decimo di quanto capisco io di Borges

FMR

*Con ogni probabilità l’ingiuria è rivolta a Luca Mignola, reo di manifestare simpatie per Arlt e Borges allo stesso tempo. Vistasi costretta a prendere parte in questo conflitto, la redazione, a partire dalla persona fisica di Andrea Zandomeneghi, seguace del Borges italiano Roberto Cashmere Calasso, tiene a sottolineare di essere schierata quasi senza riserve in favore dell’autore di Finzioni, pur manifestando certa lasciva compiacenza nei confronti della sfrontatezza selvaggia dell’autore de I sette pazzi. Va anche detto che Mignola è il solo esponente del gruppo di redazione ascrivibile alla corrente post-esotica, per la sua educazione votata al culto dei campi di lavoro e della giustizia proletaria – questo dettaglio risulta non insignificante nell’esercizio di assegnare una posizione al suddetto Mignola da una parte o dall’altra del conflitto Arlt-Borges. [NdR]

Epistola 5

(Concerne: Ô Metis V, Invenzione)

“E tuttavia i più grandi sconvolgimenti della scienza moderna, dalle equazioni di Maxwell ai principi della meccanica quantistica, passando per la relatività generale, sono venuti fuori attraverso manipolazioni matematiche così speculative e distanti dall’osservazione e dall’esperienza, che il laboratorio, quest’occhio sintetico dello scienziato, per anni si è rifiutato non solo di vedere – non c’era niente da vedere – ma di ammettere la necessità di dischiudere le palpebre e guardare”.

Be’, insomma. La meccanica quantistica si è sviluppata proprio a partire da una serie di osservazioni da laboratorio (il problema delle radiazioni del corpo nero, un problema squisitamente ‘da laboratorio’, rappresentò una spinta essenziale per lo scardinamento del vecchio paradigma e la costruzione del nuovo) e da veri e propri esperimenti (celeberrimo il ‘double slit experiment’). Per quel che riguarda la relatività, sarebbe interessante capire come si potrebbero anche solo concepire degli ‘esperimenti’ sullo spazio-tempo – magari anche ripetibili, giusto per assicurarne la validità statistica – visto che ogni esperimento si svolgerebbe nello spazio-tempo!

In verità, esiste la famiglia della ‘scienza teorica’ e quella della ‘scienza sperimentale’. In mezzo, ci sono una miriade di famiglie ibride. Dire che i più grandi sconvolgimenti della scienza moderna sono venute fuori da manipolazioni matematiche ha un sapore quasi Ottocentesco e rischia di far finire sotto il tappeto episodi rivoluzionari, per non dire cataclismatici, come la scoperta dei raggi X e la scoperta della struttura a doppia elica del DNA.

V. P.

Epistola 4

Cara, per modo di dire, Redazione

V’informo che Sofia NON è una categoria dello spirito ma la capitale di un paese quasi più ruinato del vostro sito di finzioni sapienziali e monete false. Vi gioverebbe il ritorno alla lira.

Cordiali

A. B.

Epistola 3

Cari redattori di CrapulaClub,

ho l’impressione avesse avuto ragione Umberto Eco quando diceva che internet dà la parola a legioni di imbecilli.

Senza stima

E. B.

Epistola 2

Cari Illusi,

la magistrale prosopopea delle vostre dissertazioni filologiche mi fa rivoltare lo stomaco, anche se i vermi me lo hanno già quasi del tutto consunto e digerito e fattone alveo per le loro larve. La cosa più ridicola è che parlate dei morti e non conoscete la morte.

A presto, ordunque

B. D.

Epistola 1

Gentili signori,

ho letto recensioni di tal Antonio Russo De Vivo con mia somma insoddisfazione. Che il tale presuma di fare critica letteraria in quel modo mi sembra cosa di cui voi tutti dovete riflettervi perché assolutamente non va bene. Geno Pampaloni si rivolta nella tomba.

Con stima

Renzo Stanlio T.