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Crapula Edizioni

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I comunicanti

A Ek. I. C’era quello che non parlava a nessuno metà steso a terra e schiena al divano. Non era noto ai più come chi non deve niente a nessuno, niente in senso quasi assoluto. Teneva chino il capo per controllare il bisturi stretto a mano destra guantata ferma. Incideva appena sotto il torace. La testa non presentava oscillazioni ed era già un sintomo. Dalla carne recisa non gorgogliava sangue ed era un altro sintomo. Deposto il bisturi, tolto il…

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La minaccia dell’anfibio

Via del Corso il ventitré dicembre è fredda e popolatissima: temperatura media otto gradi, dal punto in cui si spalanca sul Vittoriano a Piazza del Popolo nell’ordine delle diecimila persone. Si immagini un alligatore scivolare fuori (0.1) dalla fogna di un vicolo, all’altezza della chiesa di San Marcello, e insinuarsi (0.2) tra la calca, la quale (0.2.1) non realizza subito: un campo di normalità che è la somma delle singole normalità dei presenti assorbe il particolare inverosimile come per azione…

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Signor Pacciani
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Variazione sul tema del ritorno

Sulla città dormiente s’incendiavano le stelle nel buio del cosmo, dove l’uomo vide l’ordine e lo mescolò in un sogno. Il suo fiato nebulizzato dal freddo, nella strada vuota della città, mentre il rumore dei passi si alternava al silenzio dell’inverno. Nella notte limpida come un mare in bonaccia l’uomo aveva gettato l’àncora e si era abbandonato all’attesa. Il pensiero era l’àncora – poiché di cosa può avvalersi quest’uomo se non del pensiero per non perdersi o per perdersi? La…

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Cambio di funzione
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Matrioska. Microfinzioni
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Masquerade

1. Quando pensa a Walt Disney, di solito Remo se lo immagina dall’alto, nella sua cabina pressurizzata, a sorridere a sua moglie Lilly mentre col dito indicava Lake Buenavista, una palude dove allora non c’era niente. Se lo immagina così, Walt: ben vestito, profumato di dopobarba, mentre decideva che i tempi fossero maturi, e l’umanità svezzata; mentre decideva che l’eden, il posto più felice della terra, non avrebbe mai più dovuto attendere una particolare contingenza politica, o un’etica rinsecchita, per…

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Io non vedo niente (I) – La morte non ha risposte.
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Se il nostro amore vale qualcosa

I Era lei a chiedergli di osare. L’ultimo movimento doveva spingere i toni del realismo al suo margine estremo: “Se il nostro amore vale qualcosa” – evocando, insolitamente pignola, nei suoi striduli accenti, parole come purezza e fedeltà – “devi avere il coraggio di metterlo in musica. Ancora io non sento quel pathos, quella seduzione… la stessa presa ipnotica che ha imbambolato noi due!” Era nuda in mezzo al letto, stesa su un fianco, con il bocchino di grafite tra…

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Lo Sgargabonzi: ridere di gusto e «col groppo in gola»
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Come se ti avessero tagliato una gamba
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Le sette segrete del Lete

L’erpete s’estese. Febbre, peste: Mercedes ebbe tremende pene nelle estreme e deste sere. Nel breve rese le penne, decedette, e le venne d’esser cenere. Ebbene, scese nelle fredde melme del Lete e, sebbene fremente, ne emerse. Spense le ferree certezze terrene del sé precedente, e gemette. Stette greve nel vedere selve nere per leghe e leghe. Terre depresse. «Perché me? Perché Mercedes, erede d’eccellente gente perbene, è nelle dense selve delle tenebre peste?». Repente venne Selene, che le fece: «Mercedes…

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René Avilés Fabila. Mostri, gabbie e labirinti
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Hayato Matsumoto

Hanno cambiato la responsabile del servizio mensa in una delle scuole dove lavoro. Sono venuto a sapere di questa novità quando questa donna sulla cinquantina (53) è venuta a salutarmi e a presentarsi. Il nome, a dire il vero, non lo ricordo, ma non credo avrò mai nessun problema nell’identificarla in sede giudiziaria: mentre la precedente impiegata era la classica signora grassa e chiacchierona che ci si potrebbe aspettare a fare un lavoro del genere (46), questa nuova leva sembrerebbe,…

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La chiave

E qualche volta, a notte tarda, mi capita di passare accanto a una vetrina con manifesti del simstim, con tutti quei bellissimi occhi identici che mi guardano da facce quasi identiche, e qualche volta gli occhi sono i suoi. William Gibson, La notte che bruciammo Chrome. potrebbe essere finita  Shantenaz o forse no, lancio il programma di recupero e ti vedo così come ti ho salvata nella mia memoria, eri ancora una lucertola allora una tossica dei bassifondi, succhiavi…

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Tecnologia olandese

Il 16 aprile Carlo Bondoni ha cominciato la transizione verso una forma di esistenza vegetale. Il paziente aveva settantanove anni; gli stessi che indica tutt’ora il referto, finché l’autopsia non ci permetterà di sezionare il fusto rinvenendo verosimilmente una serie di anelli concentrici. Il paziente godeva di uno stato di salute accettabile. Pressione nella norma, apparato cardiocircolatorio funzionante, recenti radiografie che indicavano una polmonite in remissione: nessuna traccia di alveoli avventizi predisposti per la fotosintesi. Ogni giorno il paziente si…

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Forme brevi – Dossier Piglia

Dal quarto numero di Ô Metis, Forme Brevi, l’estratto del dossier a tema Ricardo Piglia (Adrogué, 24 novembre 1941 – Buenos Aires, 6 gennaio 2017): scaricalo qui in pdf. Contiene: Bovarismi, di Alfredo Zucchi Tesi sul racconto, di Ricardo Piglia, traduzione di Alfredo Zucchi Samuel Beckett, Molloy o del penultimo, di Luca Mignola Bagliori estremi e microletteratura ai tempi del web 2.0, di Antonio Russo De Vivo illustrazione di Adriano Annino per Ô Metis IV, Forme Brevi  

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