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CrapulaClub è un litblog. Viene fuori nel 2008 per via di Ciro Monacella e Alfredo Zucchi, come un blog ispirato al teatro finto del Club Silencio. Luca Mignola prende le redini del luogo nel 2010 e insieme a Alfredo Zucchi ne ripensa la geografia: finzioni, critica letteraria, filosofia, traduzioni e incursioni multimedia. A Febbraio 2013 si lancia l’antologia di inediti Ô Metis come un luogo di approfondimento e apertura rispetto alla rivista digitale. Il sito web è opera di Nicola Di Marco, il progetto grafico di Ô Metis è di Chiara Perrone.

La redazione di CrapulaClub a oggi:

I direttori: Alfredo Zucchi, Luca Mignola, Antonio Russo De Vivo, Sara Mazzini.
I redattori: Chiara Lecito, Francesca Regni, Marco Rincione.
Il grafico: Nicola Di Marco.

(Anna Di Gioia, fedele musiliana – anima e esattezza -, è stata tra i direttori dal 2012 al 2014. Antonio Vena è stato il Palmer Eldritch della direzione di CrapulaClub per un anno:  dalla fine della quinta stagione alla fine della sesta stagione di Game of Thrones. Chiara Perrone, forte del suo innato metodo mitico, ha pensato e illustrato Ô Metis dal numero uno al numero cinque.)

Tutti i contenuti  sono gruppati intorno alle seguenti sei categorie. Per ogni altra questione, preghiamo rivolgersi alle FAQ.

Crapula Edizioni: racconti, affabulazioni, finzioni in prosa e in versi (pochi versi, sempre meno)
Letteratura e altri buchi:  recensioni e discorsi sulle proprie lettere e altre artes
Lupus in Crapula: incursioni di ogni altro genere nei labirinti dello scibile umano
Filologicon Crapula: â, filologia, quella talpa!
Internacional: traduzioni di autori moderni e contemporanei
Interviste: dialoghi, colloqui, diatribe e Chiamate telefoniche

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Luca Mignola detto Il Mante o White Metis (e in ultimo: Il Dirimente). Viveva a Torre Annunziata, anche solo questo sarebbe bastato, per poi trasferirsi a Salerno. Masochista involontario. Fumatore di professione. Conosce meglio Omero che il suo tempo.  Nel 2010 Alfredo Zucchi gli propone di partecipare al blog CrapulaClub. Nel 2013 con Anna di Gioia e Alfredo Zucchi pubblica Ô Metis. Nel 2015 collabora, con un articolo su Franz Kafka “Un medico di campagna: tradimento di Franz Kafka“, con la rivista Cattedrale Magazine – dimostrando così di essere ancora vivo. Noto in redazione come “Il Mante Senior” o “White Metis”, da ottobre 2016 è definitivamente “Il Sano”.

Alfredo Zucchi detto Il Mante Junior o Il Cazzimma o SimboloPer strada, a metà novembre 2013, ha trovato una cassa ripiena di dispense accademiche, da cui ha rubato una Neuroanatomie, microscopie et dissection du cerveau. Vive a Bruxelles Vienna e rompe i coglioni.

Antonio Russo De Vivo detto de Vicious o Guru o anche Esimio. È stato tra gli animatori, dal 2012 al 2014, della rivista culturale on line «Il Pickwick». Ha pubblicato racconti sui lit-blog «Scrittori Precari», «Extravesuviana» e  «Zest – Letteratura Sostenibile». Un suo racconto è apparso sul sito web della rivista «Nuovi Argomenti». Un suo testo è apparso sul lit-blog «Nazione Indiana». Svolge lavori di editing e di consulenza editoriale.

Andrea Zandomeneghi [Capalbio – 1983] è un cefalgico cronico e un cronicamente intossicato di roba libresca varia ma non eventuale. È un ciclotimico e un ossessivo, ma non un bipolare e un compulsivo. Condirige CrapulaClub dove si diletta anche a spargere propri contenuti eretocliti e miscellanei, scrive recensioni su Il Foglio, ha pubblicato Disintegrazione  nella raccolta ODI per i tipi effequ; suoi testi sono apparsi su varie riviste e alcuni lit-blog tra i quali ha particolarmente piacere di ricordare Zest letteratura Gli analfabeti, In fuga dalla Bocciofila, TerraNullius,  Zest Letteratura sostenibile (dove ha anche tenuto una rubrica – Libri da ricordare – i cui contenuti testuali sono confluiti in questo libretto dal titolo La cosa mistica, la cosa apocalittica e la cosa psichedelica, con prefazione di Giorgia Lepore e postfazione di Vanni Santoni), Libri news e Verde Rivista. È Presidente di giuria nel concorso Urbanità tentacolaria. È infine onorato di aver svolto il ruolo di giudice nel concorso di poesia Il bene di scrivere un male indicibile – da cui è scaturito l’omonimo libro.

Di se stesso dice in giro: «sono metamorfo in virtù del Cavalierato Tleilaxu di Proteo conferitomi da Juan García Madero. Nella redazione di Crapula sono appellato Diabolo [con intento amichevole] o Sincrono [con affetto cameratesco] o Tecnico [con disprezzo ostile]. Ma principalmente sono un tracotante e cefalgico – giacché ebbi a mangiare Metis pur non essendo un dio. Motto del mio casato: Οἶδα – io so, giacché ho visto [sempre che abbia visto bene, la qual cosa è tutt’altro che scontata]».

Nicola Di Marco  detto Old Fashioned o anche Arakiniko (esperto in corde)Negli ultimi cinque anni ha lavorato come art director e concept designer con agenzie, in progetti mobile, web, video e advertising per diversi top brand internazionali. Si è occupato di tutte le fasi dalla creatività, il rapporto col cliente, la supervisione e lo sviluppo dei progetti. Negli ultimi cinque anni insomma si è spaccato le palle in discussioni vacue su scelte strategiche, valori aziendali e prodotti mediocri da proporre come salvifici (That’s ADV, baby!). Annoiato per formazione, dopo aver abbandonato 4 diverse università ha deciso di impiegare il tempo libero dedicandosi all’interactive, all’erotismo, alla fotografia, all’illustrazione e alla scrittura. Se proprio volete approfondire il profilo ed il portfolio di uno che parla di se stesso in terza persona potete dare un’occhiata al suo Behance o il suo Linkedin.

Sara Mazzini, detta Eraserbird e anche Dada è nata altrove nel 1980. Ha vissuto due anni a Milano, sei a Monaco di Baviera e il resto a Firenze. Drogata di fitness, di arti marziali e di MotoGP, studia correzione di bozze presso Oblique Studio, si tinge i capelli di blu e vive ignara della sua reale età anagrafica. Nell’era dell’oro dei blog personali era attiva su Splinder come Judith Cavalera e in questa veste ha scritto qualche articolo per una rivista che oggi non esiste più. D’altronde, a volte ha qualche dubbio che esista lei stessa.

Francesca Regni ha studiato Conservazione dei beni culturali e Storia dell’arte contemporanea a Bologna. Nel 2006 viene selezionata dal MACBA di Barcellona per un progetto curatoriale e di critica d’arte, dal quale nasce, nel 2009, la pubblicazione per la mostra Archivo Universal: La condición del documento y la utopía fotográfica moderna. Sempre nel 2006 comincia a scrivere per la rivista specializzata in arte contemporanea ArteCritica di Roma. Svolge il master in Letteratura e Creazione Letteraria presso l’Università Pompeu di Barcellona e si specializza in seguito in giornalismo culturale e traduzione letteraria presso la casa editrice Storie-Leconte di Roma (Writer’s Digest Prize 2003). Nel 2012 intervista la scrittrice e traduttrice, Pilar Adón, premio Nuevo Talento Fnac, 2010 e Finalista del Premio de la Critica, 2010. Nel giugno 2013 pubblica nella sezione Cultura, del quotidiano La Vanguardia, nel 2016 viene pubblicata dalla casa editrice arte’m di Napoli,  la sua traduzione de L’Impero di Spagna allo specchio, saggio storico-artistico del cattedratico di storia moderna, Joan-Lluís Palos, dell’ Università di Barcellona, per la quale è assistente di ricerca e scrittura per due anni. Attualmente collabora come autrice ed editrice per la casa editrice Casa delle Lingue, Difusión, Bcn, ed è co-fondatrice e responsabile di studioMotiscause.com.

Chiara Lecito Toscana, laureata in lettere, precaria tra eventi, cultura e social media in quel della Versilia. Scrive su «Winter Aubergine» (http://www.winteraubergine.it/), dove parla di libri e altre cose interessanti.

Marco Rincione (Palermo, 13 dicembre 1990) sognava di fare lo scrittore finché un bel dì si iscrisse all’Università. Dopo aver studiato un po’ di filosofia e tanta roba greca, ha ripreso a sognare la scrittura. Pare che sia lo sceneggiatore di “Paperi”, trilogia a fumetti disegnata da suo fratello Giulio (edizioni Shockdom), e probabilmente scriverà ancora.