Parole al vetriolo dal Filologo.
(La cosa più assurda è che la lettera – apparentemente scritta a mano, suppongo ora –  conteneva dei ping-back preimpostati alle lezioni del Writing Curse, che è oggetto dell’ira funesta che infiniti addusse!)

Cristalli di vetriolo blu - Solfato di rame

Cristalli di vetriolo blu – Solfato di rame

Quijano e Alfharidi,
io, in quanto Filologo, non accetto due cose: la femmina e la falsità. Voi, dico, dovreste saperlo bene. Ricordo un tempo… Ora, questo fatto che vi siete affiancati a una donna, tale Agathe. Sentite forse un bisogno speculare di emancipazione? Eppure, sarò clemente, vi dirò solo: se così vi piace!
Non smetterò mai, invece, di dire che la vostra falsità mi fa digerire male. Cerco un motivo a questo vostro Corso di Scrittura, ma non ne trovo uno buono. E quest’impossibilità di penetrare il motivo, di sfondare la trama, mi fa ammattire. Perché fate le cose? Le cose, sì, come i latini: una parola buona per ogni occasione. Tuttavia, una parola di granito, che voi non riuscite a scalfire. Non è così? Io vi leggo, dunque lo so. Ecco, il motivo è quella lezione sui segni dispersi: vergogna e abilità, ira, memoria. E la cosa? Perché non dare anche a lei il posto che le spetta, disperdendola? Il vostro gioco non funziona! È zero!
I segni dispersi – mi potreste far ridere! E forse è proprio questo che volete: una mia risata. Io, però, ho altro da dire. Io credo che ancora, come nel caso della pentola, voi stiate falsificando. Innanzitutto, che cosa volete intendere con “dispersi”? Forse che non siete capaci di vergognarvi, di adirarvi o ricordare, allora ciò che non si prova, si esperisce, è disperso? Fatto che mi insinua un dubbio: avete cercato bene? Per quanto mi riguarda, no.
Mi pare piuttosto che vi siate limitati a creare solo più confusione, là dove è la chiarezza che dovrebbe guidarvi. Dov’è finito il vostro vecchio interesse per gli scantinati? Adesso volete riderne, bravi! E parlate di memoria – è lì che volete arrivare, o mi sbaglio? -, spero allora che ridordiate quel vecchio adagio, che ritornava in mezzo agli archi a tutto sesto: “soltanto chi vuole scendere in mezzo al buio e alla polvere, vuole anche la luce.” Avete dimenticato tutto, lo so. Ora negli scantinati ci andate a scrivere canzoni, per ridere e cacciare spettri. Pure esoterici, allora!

E quell’altro: il labirinto! Che è un motivo il labirinto? No!

 

Vi saluto

il Filologo

 

Post Scriptum

 

È così che vorreste essere comici? Vi concedo di essere divertenti, ma niente di troppo!