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Chiedere a una donna di uscire con te non è la cosa più facile del mondo. Primi appuntamenti spesso...

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Fratello minore. Sorte, amori e pagine di Peter B. (2018, Arkadia editore, collana Senza rotta, a cura di Marino...

Vous êtes un vilain garçon

Si racconta che Simone de Beauvoir rispose così al click della macchina fotografica usata...

A colloquio con Jonathan Bazzi

Andrea Zandomeneghi: Febbre presenta una scrittura matura: asciutta, affilata, priva dei virtuosismi e degli orpelli narcisistici tipici dell’esordiente. Come...

Conversazioni con gli Sciamani - Pier Paolo Di Mino

Andrea Cafarella: Pier Paolo e io ci conosciamo da un paio d’anni. Lo avevo sempre guardato a distanza, leggevo...
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A colloquio con Jonathan Bazzi
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Conversazioni con gli Sciamani - Pier Paolo Di Mino
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Chiedere a una donna di uscire con te non è la cosa più facile del mondo. Primi appuntamenti spesso finiscono come ultimi appuntamenti. La storia diventa ancora più problematica se dici a una appena incontrata che fai il netturbino. Nutrivo speranze con Wanda Melton perché ci conoscemmo attraverso lo smaltimento di rifiuti. Wanda si sporse dalla finestra una mattina presto e fischiò. Indossava una camicia da notte di garza e basta. Non era più giovanissima. Mi chiese di venire di sopra…

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Fratello minore

Fratello minore. Sorte, amori e pagine di Peter B. (2018, Arkadia editore, collana Senza rotta, a cura di Marino Magliani e Luigi Preziosi) è la biografia, libera e al contempo letterale, di Peter Brasch (Cottbus, 1955 – Berlino, 2001), un autore poco noto in Germania, il suo paese, e sconosciuto in Italia. L’ha scritta Stefano Zangrando – studioso, critico letterario, traduttore e insegnante nato a Bolzano (e a Berlino, perché se ci riconoscessero la cittadinanza anche nei luoghi dei nostri…

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Vous êtes un vilain garçon

Si racconta che Simone de Beauvoir rispose così [“Vous êtes un vilain garçon”] al click della macchina fotografica usata da Art Shay che in quel momento le stava scattando una foto senza chiedere il permesso. Lei non chiuse la porta, non si ribellò, quella frase fu la sua unica risposta. Oggi quella foto può essere considerata simbolo di tutta la filosofia del corpo di una delle più grandi donne del ‛900. Ma perché e come una foto può rappresentare il…

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A colloquio con Jonathan Bazzi

Andrea Zandomeneghi: Febbre presenta una scrittura matura: asciutta, affilata, priva dei virtuosismi e degli orpelli narcisistici tipici dell’esordiente. Come sei arrivato a costruirla? In particolare quanto e in che maniera le collaborazioni con Gay.it, The Vision, Vice e Il Fatto hanno fatto maturare la tua prosa e la tua visione delle cose? Jonathan Bazzi: La mia scrittura è cambiata molto nel corso del tempo. Cinque, sei anni fa – periodo in cui, incapace di darmi possibilità più concrete, mi sono…

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Conversazioni con gli Sciamani – Pier Paolo Di Mino

Andrea Cafarella: Pier Paolo e io ci conosciamo da un paio d’anni. Lo avevo sempre guardato a distanza, leggevo i suoi pezzi, lo salutavo con gentilezza. Niente di più. Poi ho letto un suo testo su James Hillman che inizia così [e che potete trovare qui]: «Voglio parlare di James Hillman per parlare del grande Dio Pan. O, forse, voglio parlare di James Hillman come fosse il grande Dio Pan, figlio d’Ermète diletto, bicorne, vago di strepiti, piede di capra»…

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Chilografia

Palla non è Palla. È Palma, è Palmina, è Mina, è Amò. È Porcotta, è Dart. È tonta, è picchiatella, ´ncojonita, cojona. È ‘na zoccola, ‘na bestia. È una bambina che vuole fare ancora cinque minuti di pósoposino. Il Diario di Palla non è un diario. Invece dell’atteso incipit in prima persona a inizio libro, un occhio narrante incollato alla protagonista la segue in ogni suo movimento, si sofferma maniacale sugli oggetti, sul sangue. Assisto al rituale del lavaggio della…

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La grande macchina

Ciò che scrivo non è frutto di fantasia. Cosa altri hanno detto della realtà, che io conosco per averla vissuta in prima persona, mi è del tutto indifferente. Probabilmente della mia versione qualcosa è trapelato, una volta o persino molte, ma questa discussione mi interessa meno rispetto all’accuratezza con cui, dopo tanti anni, ho cercato di ricostruire gli eventi. So che le mie affermazioni sembreranno assurdità, ma il mio proposito non è certo sorprendere chicchessia, né cancellare le falsità che…

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L’ultima notte della gazzella

Poi siamo andati al Carrefour. Dovevo mangiare qualcosa per placare la chimica, in più i lampioni fulminati intorno alla stazione mi stavano facendo salire le paranoie nere, come se la notte dovesse divorare tutto da un momento all’altro. Là dentro invece c’erano le luci bianche; le corsie e la roba in perfetto ordine mi davano l’impressione che non stesse andando tutto a puttane, che ci fosse ancora un senso netto delle cose. Andrea era accanto a me. Non parlava da…

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Emme come Marta

La mia mamma ha ucciso il mio papà, o forse era il contrario. No: la mamma viene prima del papà. Uno dei due comunque è finito in prigione e l’altro è morto. No: uno è morto e l’altro è finito in prigione. La morte viene prima della prigione. Io ora vivo dalla zia. La zia Mia è gentile con me, anche se non capisce che non deve toccare le mie cose. E non lo capisce nemmeno Nadia, la domestica, che…

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Letteratura e identità. Ricordo di Vincenzo Testo

Chi narra il narratore? Abbiamo fatto il nostro tempo – Vincenzo Testo   Suppergiù nel 1999, i giovani più istruiti e al passo con i tempi smisero di leggere romanzi. Abbandonarono sia la buona vecchia narrativa edificante, sia le astruse scritture di avanguardia. In quel momento, con le parole di Sloterdijk, la letteratura diventò una subcultura. Gli autori che non se ne accorsero furono relegati nella c.d. “narrativa ombelicale”, spregiativo di sapore stalinista venuto di moda dopo la reazione di…

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