Carne elettrica

La sedia l’inghiotte come la sabbia la saliva, lui scatarra nelle sue fibre e si ritrova catapultato in pieno circo elettrico, in quell’orribile incrocio tra serraglio e macello dove avviene ogni sorta di esperienza galvano-bestiale, The Godhison Electrical Slaughterhouse o qualcosa di simile. Lì, più leggero di una particella escremenziale travolta da Leggi

F. Kafka – Lettere a Milena, p20

[Praga, 12 luglio 1920] Lunedì Sono stati due giorni a dir poco orrendi.[1] Ma adesso capisco che non è stata affatto colpa tua, un qualche diavolo malefico ha trattenuto tutte le tue lettere da giovedì in poi. Venerdì ho ricevuto soltanto il tuo telegramma, sabato niente, domenica niente, oggi quattro lettere, di Leggi

Lo sa il cielo

Subito dopo aver letto il messaggio con cui proponevo la mia candidatura, rivoluzionando dalle fondamenta l’intera missione, Niles mi aveva telefonato e senza convenevoli mi aveva scaraventato addosso tutto il suo disappunto. Niles all’occorrenza si rivelava una pistola sempre pronta a sparare. «Cox, avevamo il sacrosanto diritto di sapere dall’inizio che sei Leggi

La musica della campagna dietro casa

Danzano uno sull’altra, lei gli cinge il collo con le braccia quanto più delicatamente le riesce – come se non volesse romperlo, come se fosse la cosa più preziosa. Le sue braccia sono il vento, lo sfiorano piano, gli accarezzano la nuca, le dita fra i capelli corti. Lui le prende i Leggi

Sonata n5 in Pulp minore

Donna D. Una ragazza bionda spaccava ghiaccio dietro il bancone con un pezzo d’acciaio dall’aria affilatissima, un affare acuminato tipo uncino di Capitan Uncino; ma lei gli occhi li aveva entrambi: occhi pericolosi, occhi enormi come prati tormentati da vortici di rugiada. Tutti i coccodrilli dell’isola che non c’è le avrebbero consegnato Leggi

Il sifone blu o l’arte dell’incanto

La sera di quel giorno, un venerdì, ero andato al cinema, un cinema del teatro dove davano un film di cui sapevo appena come s’intitolava e che era stato apprezzato dal «Tagblatt» o dall’«Abendshau». Dovevo essermi confuso perché il film era bislacco, ben più che strano, non il mio genere. Ed ero Leggi

F. Kafka – Lettere a Milena, p19

[Praga, 10 luglio 1920] Sabato Molto male[1], l’altro ieri sono arrivate le due lettere infelici, ieri soltanto il telegramma (d’accordo, mi ha tranquillizzato, ma mi è sembrato anche un po’ raffazzonato come sempre sono i telegrammi) e oggi assolutamente nulla. E quelle lettere non erano certo molto confortanti per me in nessun Leggi

L’oltretempo

Carissimo Nuvio, amico mio comprensivo e leale, fratello maggiore, non ho altri che te ora che la mia ultim’ora si appresta. Ti scrivo da questo luogo buio e freddo creato dalla mia ostinazione, dalla superbia di cui sono stato schiavo e che mi ha reso cieco. Probabilmente non leggerai mai queste mie Leggi

L’orrendo nulla alla fine di ogni testo

Sta seduto accanto a me sul sedile posteriore della Toyota scassata dell’Arabo, ed è il mio migliore amico. L’Usuraio ha veramente delle ossessioni deluxe, gliele invidio, prima classe, per esempio ce l’ha cacato per un mese con il fatto che cinque anni fa non ha pagato una sua certa insegnante di composizione Leggi

Una possibilità del linguaggio – Intervista a Alberto Chimal

“Bisognerebbe dire che tutta la letteratura è fantastica.” (J. L. Borges, Prefazione alla prima edizione italiana, Einaudi, 1980 in Borges, Bioy Casares, Ocampo, Antologia della letteratura fantastica, Einaudi, 2007) Alfredo Zucchi: Se dovessi scegliere una parola per descrivere il fantastico, direi vertigine – cosa diresti tu? E cos’è, soprattutto, il fantastico? Alberto Chimal: Leggi