Esercizio di sabotaggio #3

Etalide, frammento 21. A quel punto, Joyce aprì il planetoide tetraedrico. La conoscenza dei solidi platonici: l’esaedro o cubo,...

SciaquaRosa

La villa della famiglia Craparo si trovava in contrada San Michele. Qualche anno prima, infatti, Pietro Craparo e Mario...

L’arête

Tutti questi bambini. Gente pensata a propria immagine e somiglianza. E invece no; occhio miope di Dio, direbbe Orbhur....

De novis canibus nova naturalis historia

Tutto ebbe inizio durante una congiuntura economica non particolarmente favorevole che si comportava come una grossa mano di Dio...

Ristoranti di poco pregio n.1 – Tsumoro

Per tutta la giornata il caldo ci aveva battuti senza rimorsi, tanto che Juri non faceva altro che ripetere...
letteratura e altri buchi
Esercizio di sabotaggio #3
Crapula Edizioni
SciaquaRosa
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L’arête
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De novis canibus nova naturalis historia
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Ristoranti di poco pregio n.1 – Tsumoro
letteratura e altri buchi

L’io cefalgico: “Il giorno della nutria”

Si avverte una strana cacofonia leggendo Il giorno della nutria, romanzo d’esordio di Andrea Zandomeneghi (Tunué, 2019): un ronzio di fondo, un rumore bianco, una sorta di disturbo elettrostatico che procede in sottotraccia alla strana vicenda raccontata, a modo suo, dal protagonista Davide – narratore, dice Zandomeneghi in un’intervista, «ossessivo, minuzioso, cervellotico e camaleontico nel suo imitare i linguaggi specifici (giuridico, filosofico, fenomenologico psichiatrico, farmacologico)» – e la accompagna e non sparisce mai se non, forse, alla fine, quando il…

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letteratura e altri buchi

La versione dei Propedeuti

Prima di introdurre i Propedeuti, ovvero coloro che si sono sottoposti alla prova dell’interpolazione, due parole introduttive da Kierre Nekart, Strategos del Commando Interpolazioni, così come ci sono pervenute ex abrupto: Non si confonda, tuttavia, innocenza con innocuità. Quelli che sembrano esercizi di stile, dunque, mettono in gioco tensioni e conflitti sociali: è la lotta per la significazione – di chi è il senso? L’ultima domanda invera un ritorno improvviso, per quanto asimmetrico, a una delle funzioni originarie della tecnica dell’interpolazione: il…

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Esercizio di sabotaggio #3
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†Interpolazione†
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Esercizio di sabotaggio #2
23 Gennaio 2019
Crapula Edizioni

6x6x6 – Variazioni Augusto

Quello che avete davanti è un cubo magico. Un cubo di 6 facce, su ogni faccia ci sono 6 poligoni, ogni poligono ha 6 lati. Un cubo impossibile.  Tra il racconto breve (short story) e il racconto lampo (flash story) c’è la stessa distanza che passa tra il romanzo e il racconto. L’essenzialità della forma breve, portata all’estremo, diventa multiformità, si apre a variazioni e appropriazioni infinite. Come in quello che è – o è stato a lungo considerato –…

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Variazione sul tema del ritorno
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GNURIT
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letteratura e altri buchi

Incipit tragoedia, quando?

Premessa Ciò che accade a Dale Cooper è già accaduto a Odisseo: la sparizione e il ritorno, due facce della stessa testa. Lynch, però, fa sì che le due facce non possano vedersi, incontrarsi e dialogare, poiché sospende la trama. L’epicità del ritorno (“don’t die” gli ripete Mike, The One-Armed Man) si riflette nello specchio della tragicità del ritorno (“is it future or is it past?”, sempre Mike, il traghettatore). Bisogna dunque ragionare, rispetto all’approccio epico, riguardo al disvelamento tragico…

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Variazione sul tema del ritorno
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Twin Peaks e i fantasmi di David Lynch
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Crapula Edizioni

I comunicanti

I. C’era quello che non parlava a nessuno metà steso a terra e schiena al divano. Non era noto ai più come chi non deve niente a nessuno, niente in senso quasi assoluto. Teneva chino il capo per controllare il bisturi stretto a mano destra guantata ferma. Incideva appena sotto il torace. La testa non presentava oscillazioni ed era già un sintomo. Dalla carne recisa non gorgogliava sangue ed era un altro sintomo. Deposto il bisturi, tolto il guanto di…

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Forme brevi – Dossier Piglia
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Artico nero e Neghentopia di Meschiari: dall’antropofiction alla fiction
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Lupus in Crapula

La passeggiata. Robert Walser

Robert Walser è morto. D’altra parte chi può dire dove e quando sia vissuto? Robert Walser è nato a Bienne il 15 aprile 1878 ed è morto a Herisau, il 25 dicembre 1956, il giorno di Natale. Robert Walser è morto e della sua morte sono rimaste tracce nella neve: i suoi passi e il suo corpo, steso, con il cappello a nemmeno un metro da lui. L’hanno ritrovato così, il corpo di Robert Walser, disteso nella neve dopo una…

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Baroncelli: ritratto in cinque vite e due o tre favole
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Crapula Edizioni

La minaccia dell’anfibio

Via del Corso il ventitré dicembre è fredda e popolatissima: temperatura media otto gradi, dal punto in cui si spalanca sul Vittoriano a Piazza del Popolo nell’ordine delle diecimila persone. Si immagini un alligatore scivolare fuori (0.1) dalla fogna di un vicolo, all’altezza della chiesa di San Marcello, e insinuarsi (0.2) tra la calca, la quale (0.2.1) non realizza subito: un campo di normalità che è la somma delle singole normalità dei presenti assorbe il particolare inverosimile come per azione…

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Signor Pacciani
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A colloquio con il morto

Emerge dal buco della stazione di Jacques Bonsergent. La fronte gli scotta, tossisce, tira su col naso. Sta male. Lo sa, l’ha sentito già appena sveglio: sta male. Non è un dolore specifico, ma una spossatezza generale che rallenta il corpo. Solleva il cappuccio del giaccone a coprirsi il capo: si atteggia a moderno druido, mago oscuro, ma di certo somiglia più a un mendicante cencioso o a uno spacciatore disperato. Percorre qualche centinaio di metri tra i piccoli palazzi…

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Variazione sul tema del ritorno

Sulla città dormiente s’incendiavano le stelle nel buio del cosmo, dove l’uomo vide l’ordine e lo mescolò in un sogno. Il suo fiato nebulizzato dal freddo, nella strada vuota della città, mentre il rumore dei passi si alternava al silenzio dell’inverno. Nella notte limpida come un mare in bonaccia l’uomo aveva gettato l’àncora e si era abbandonato all’attesa. Il pensiero era l’àncora – poiché di cosa può avvalersi quest’uomo se non del pensiero per non perdersi o per perdersi? La…

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Il giorno della nutria – Andrea Zandomeneghi

Presentiamo un estratto esclusivo dal primo romanzo di Andrea Zandomeneghi – nelle fila di CrapulaClub dal 2016 al 2018 –  “Il giorno della nutria” (Tunué, 2019) *** La sega non andò a buon fine per sopravvenuta svogliatezza e per l’inconcludenza delle mie fantasie masturbatorie: non riuscivo a direzionarle in modo accettabile verso le situazioni prescelte, continuavano a essere distratte e scarnificate da un opprimente senso d’angoscia e di colpa che saliva, sempre meno latente. Ormai quasi sfacciato. Odio la locuzione…

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