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Crapula Edizioni

Architetture minimali

Ted Bones si trovava di fronte a una struttura che sembrava perfettamente cubica. Era alta, e di conseguenza larga, non più di cinque metri. Un’apertura rettangolare, dal suolo verso l’alto, su una facciata. Come una porta. Su uno dei lati una piccola finestra quadrata, in alto. Né la porta né la finestra avevano infissi. Non riusciva a distinguere cosa ci fosse all’interno, sebbene un debole sole illuminasse la radura. L’uomo rimase fermo a osservare quella architettura stramba, così semplice e…

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Crapula Edizioni

La custode

Alla fine, attorno al tavolo in soggiorno, c’erano rimasti soltanto Mattia e Sara, che dopo ore passate a stringere mani e a ringraziare per le condoglianze, serenamente adesso se ne stavano seduti in silenzio a fissare il vuoto nella tovaglia di pizzo bianco che il tavolo apparecchiava: gli unici rumori nella casa erano i tintinnii argentini delle stoviglie che la signora Caterina, la donna di servizio che fino alla fine aveva aiutato la loro madre nelle faccende di casa, rimetteva…

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Lo sai tenere un segreto?
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Nostro fratello Timoteo è stato messo in libertà
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Crapula Edizioni

Lo sai tenere un segreto?

“Lo sai tenere un segreto?”, mi diceva con la bocca rimpicciolita, incollata ai denti, gonfiando il petto. Dalla finestra della nostra classe guardavamo i boschi inverdirsi. Il cielo appena venato di nuvole bianche, sospeso tra le montagne e la scuola, tutto avvitato sui valloni circolari e profondi che isolavano il paese, era un grande scivolo che si portava via giornate e spassi. La luce già piena ci imbambolava, cacciandoci in un languore che a maggio combaciava col perfetto dominio delle…

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letteratura e altri buchi

Giù la luna dal cielo

§ 1. Chi mi descriverà dunque il suo volto? Il mormorio di fondo che si ode al vernissage di una mostra; quel senso di confusione provato da un osservatore occasionale di fronte a un’installazione di Kounellis o ai dipinti geometrici di Newman; i musei d’arte contemporanea che lamentano costi di gestione troppo alti (ad eccezione del Macro di Roma, del Museo del Novecento di Milano e di poche realtà consolidate) sono la logica conseguenza di un’arte che non scende a…

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letteratura e altri buchi

Let’s rock

NdR. Dal mese di luglio a settembre la mia principale, imprescindibile (a tratti ossessionata) attività è stato pensare a Twin Peaks. Dopo giorni a tentare di dissezionare i vari tricks, i riferimenti incrociati, le differenze, le mancanze etc., mi sono reso conto che, in fondo, la cosa più interessante che quegli stessi tricks etc. mi stavano suggerendo era proprio pensare a Twin Peaks, non desiderando di svelare qualcosa, quanto di partecipare all’opera. La differenza, mi pare, sia enorme. (È stato…

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letteratura e altri buchi

El gaucho insufrible: storia di un’ambigua attribuzione

Il cassettino segreto di casa Bolaño è uno dei primi pezzi seri di CrapulaClub. Ora che i diritti dell’opera di Bolaño sono passati da Anagrama a Alfaguara, e quest’ultima è entrata a far parte del gruppo Random House, è bene tornare sull’argomento. Si tratta, è bene dirlo subito, della storia di un ambiguo riferimento metaletterario. El gaucho insufrible, di recente ripubblicato da Alfaguara in Spagna, è il primo libro di Bolaño pubblicato dopo la sua morte. La quarta dell’edizione Alfaguara…

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Crapula Edizioni

Farharhar

I. Nomadi I nomadi del Farharhar credono che non esistano cose definitive e fisse, perché le aborrono, e confidano fermamente nell’oblio. Vivono infatti nell’eterna ripetizione del dissimile, in una sequenza illimitata di Cicli incomparabili. Il loro Sovrano siede perennemente al centro esatto della Capitale. Quando muore uno, muore l’altra. Il suo corpo viene allora bruciato, la Capitale distrutta e abbandonata. Una nuova Capitale è fondata altrove, attorno al nuovo Sovrano, perché sia centro e cominciamento del Ciclo successivo. Dall’istante convenzionale…

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Architetture minimali
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Lupus in Crapula

Cave Canem: evasione dall’invenzione?

Lo strazio di essere un uomo giudicante. Perché per gli antichi greci o latini citare un autore non era un problema di coscienza, prima, di moneta, dopo, e soprattutto non toglieva originalità (al massimo l’accresceva) di un’opera? Perché non è stato un problema per opere moderne come lo Zarathustra di Nietzsche, lo Zibaldone di Leopardi, i Cantos di Poud? Forse che la coscienza che spingeva questi scrittori era quella della creazione anche (e non solo) per confronto diretto, scontro o…

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letteratura e altri buchi

Bagliori estremi e microletteratura ai tempi del web 2.0

[Questo articolo è stato pubblicato in Ô Metis di CrapulaClub, numero IV, Forme brevi, novembre 2014, pp. 44-47] La narrativa ai tempi dei social network si presterebbe alla brevità, alla miniatura. Giulio Ferroni, in Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero, diceva “a me sembra che la forma ‛breve’ del racconto, guardato spesso con sospetto dagli editori, sia oggi la più adatta a toccare la frammentarietà e la pluralità dell’esperienza, a scavarne il senso con tensione linguistica ed espressiva”…

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