F. Kafka – Lettere a Milena, p18

[Praga, 9 luglio 1920]
Venerdì

Solo due parole sulla lettera di Staša. Lo zio, di solito molto caro ma adesso un po’ scocciante, mi sta aspettando. Dunque, la lettera di Staša è molto gentile e cordiale, certo, ma le manca qualcosa, una mancanza piccola e forse solo formale (con ciò non intendo dire che le lettere sarebbero più cordiali senza questa mancanza, anzi forse il contrario), c’è però qualcosa che manca o è di troppo, magari è la facoltà di riflessione che, del resto, sembra trarre origine dal marito, perché ieri mi parlava proprio così mentre oggi, che volevo farmi perdonare per la mia diffidenza di ieri (z Kafky to vytáhl[1]) e svuotarmi un poco, mi manda via quasi subito, in tutta cordialità, con la lettera di Staša e l’indicazione del rendez-vous che Staša mi promette per lunedì. Ma come oso parlare così di queste persone davvero buone? Gelosia, è veramente gelosia, ma ti prometto, Milena, che non ti tormenterò con essa, ma solo me stesso, solo me stesso. Mi pare però che nella lettera ci sia un’incomprensione: tu non volevi né un consiglio da Staša né che lei parlasse addirittura con tuo marito, tu volevi ciò che nulla può sostituire: la sua presenza. Così mi è sembrato. È la richiesta di denaro non ha alcun significato, l’ho detto già ieri al marito. Ora io parlerò con Staša lunedì (oggi Jílovský si è fatto perdonare, è molto indaffarato, Pittermann[2] e Ferensz Futurista[3] sedevano allo stesso tavolo e aspettavano impazientemente l’inizio della discussione per un nuovo cabaret). Davvero, se lo zio non mi aspettasse, strapperei la lettera e ne scriverei un’altra, soprattutto perché nella lettera di Staša c’è un punto che santifica tutto per me: s Kafkou žit[4].
Spero di ricevere oggi un altro tuo messaggio. Dopotutto, siamo capitalisti che non sanno affatto ciò che posseggono. Ora a mezzogiorno, quando ho chiesto invano in ufficio se ci fossero tuoi messaggi, mi hanno portato una tua lettera che era arrivata dopo la mia partenza per Merano (inoltre, con una cartina di Příbram), è stato strano leggerla.

Tuo


[1]Gliel’ha dettata Kafka.

[2]E. A. Pittermann (1885–1936), attore, regista e pubblicista noto col nome d’arte Emil Artur Longen, amico stretto di Jaroslav Hašek.

[3]Ferenc Futurista (František Fiala, 1891–1947), noto comico e regista praghese.

[4]Vivere con Kafka.

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