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Crapula Edizioni

Non fermarmi proprio adesso

Fissavamo la luce bianca del lampione fuori al cancello dell’ospedale, e io ero rimasta dentro tanto di quel tempo che al primo soffio di vento sono saltata per aria, il freddo mi ha avvolta come un maglione di ghiaccio, e Nicola per togliermelo di dosso è tornato dal bar con un cornetto caldo, al cioccolato, che faceva schifo, e guardandoglielo mangiare il freddo mi si è sciolto sulla schiena, e io mi sono sentita umida e senza niente addosso, e…

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Crapula Edizioni

Il gonfiore

A un primo, approssimativo sguardo, quell’uomo poteva sembrare una persona quanto mai ordinaria. Ed effettivamente, stando a ciò che è manifesto nell’osservare un individuo, quell’uomo non poteva essere giudicato altrimenti. Aveva sessantaquattro anni, una casa spaziosa, un soggiorno luminoso e una libreria a muro ben fornita, una cucina Scavolini – la cucina più amata dagli italiani –, un tapis roulant a otto velocità, una cyclette a quattro marce, una vasca con idromassaggio, un televisore a cinquantotto pollici allacciato a un…

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F. Kafka – Lettere a Milena, p9

[Merano, 29 maggio 1920] Cara signora Milena[1], la giornata è così breve, trascorre con lei e solo tra altre bazzecole è già finita. Rimane a stento un po’ di tempo per scrivere alla vera Milena, quella che – ancora più vera – se ne stava qui per tutto il giorno, nella stanza, sul balcone, nelle nuvole. Da dove viene la freschezza, il buonumore, la spensieratezza della sua ultima lettera? È cambiato qualcosa? O mi inganno e i brani della sua…

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F. Kafka – Lettere a Milena, p8

[Merano, maggio 1920] Cara signora Milena[1] (già questa intestazione mi risulta fastidiosa, ma è uno di quegli appigli in questo mondo incerto a cui i malati possono aggrapparsi e, se anche a loro tali appigli risultano fastidiosi, non c’è ancora segno di guarigione), non ho mai vissuto tra il popolo tedesco è la lingua di mia madre[2] e pertanto mi viene naturale, ma il ceco mi sta molto più a cuore, per questo la sua lettera fa a pezzi alcune…

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