Crapula Edizioni

Sana come un pesce

Quando ero piccola, anzi, quando ero una bambina e per strada gli altri bambini mi prendevano in giro, mia madre, per rassicurarmi, mi disse che ero come tutti gli altri, sana come un pesce. Ma non era vero che ero come tutti gli altri. Io giocavo, mangiavo, piangevo, ridevo; ma ero comunque diversa dagli altri. Forse perché da terra il mio cervello dista solo 138 centimetri. Decido di smettere di misurarmi, cancello tutti i segni e le tacche sul muro,…

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La patente

A trent’anni decido di prendere la patente. È tardi, lo so. La responsabile dell’iscrizione scruta il mio documento con aria sospetta, poi, stupita o schifata o entrambe le cose, me lo restituisce. “Ah, ma lei è già maggiorenne!” Probabilmente dovrei ridere, ma non mi fa ridere per niente. Pago e me ne vado. Le lezioni di teoria sono divise in quattordici incontri secondo un sistema troppo complesso da capire, per cui ogni terzo giorno del mese viene ripetuto un argomento,…

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Il colloquio

Arriva una mail, sono loro. Credo che l’umanità si divida in due categorie: quelli che subito aprono la mail e la leggono, e quelli che allontanano il portatile da sé e lo consegnano a un altro, chiedendogli di leggere la mail. Io appartengo alla prima categoria, ma oggi voglio cambiare. In realtà non penso che qualcosa si divida veramente in due categorie, ma oggi sono così: schematica. Vado in cucina, faccio un giro per la casa, non c’è nessuno. Potrei…

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La voglia di vedermi

Anastasia mi scrive che muore dalla voglia di vedermi. Non sa ancora nulla di Francesca e, forse, è meglio così. Cammino per le vie del centro, faccio lo slalom tra i turisti, entro in una birreria, guardo l’ora, esco, vado in una pasticceria. Ordino una cioccolata calda, odio la cioccolata calda, la bevo comunque. Anastasia muore dalla voglia di vedermi. Me la immagino, agonizzante, un po’ mi dispiace, un po’ mi fa anche piacere però. Penso a come evitarle il…

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Le galline del signor Razzoli

Si dice che il signor Razzoli vada a letto con le galline. Mi sono sempre chiesto come faccia, ma non ho mai avuto il coraggio di chiederglielo. Però vorrei tanto saperlo, così decido di andare a trovarlo. Prendo il mio cappotto, quello blu con i bottoni dorati. Mi guardo allo specchio, sono soddisfatto; ho un’aria intellettuale con gli occhiali nuovi, ma il cappotto sdrammatizza. Fa una battuta che non capisco. Prendo le chiavi ed esco. Cammino lungo il fiume e…

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