Rapporto #1

Questa mattina ha avuto inizio.
Ho bussato, il mio uomo mi ha aperto, in posizione seduta ho allungato la zampa, il mio uomo l’ha afferrata e ha posato la sua mano sul mio capo, l’ha strofinata, ha letto il mio nome sulla targhetta, infine mi ha fatto entrare. È andato tutto secondo protocollo.
Il mio uomo mi ha dato da bere, mi ha preparato il cibo, mi ha indicato il giaciglio.
Il mio uomo non ha dato segnali negativi.

Rapporto #2

Nel primo mese il mio uomo ha fatto tutto da solo.
Il mio uomo non ha dato segnali negativi.

Rapporto #25

In due anni il mio uomo ha dato i segnali negativi previsti.
Il mio uomo qualche volta dimentica di espletare i compiti che lo riguardano e i compiti che mi riguardano. In questi casi dico al mio uomo cosa deve fare.

Rapporto #49

Il mio uomo spesso dimentica di espletare i compiti che lo riguardano e i compiti che mi riguardano. In questi casi dico al mio uomo cosa deve fare.

Rapporto #51

Il mio uomo non conosce il mio nome e mi chiama cane.
Il mio uomo fa tutto quello che gli dico di fare.
Il mio uomo si sveglia, mangia, beve, guarda la televisione, esce con me, dorme.
A casa non viene mai nessuno.
Secondo protocollo ho fatto ridurre al mio uomo la casa al minimo: ci sono pochi oggetti necessari a vivere e la televisione.

Rapporto #75

Il mio uomo non parla.
Tutto procede secondo protocollo.

Rapporto #87

Il mio uomo non mi riconosce.
Il mio uomo fa tutto quello che gli dico di fare.
Il mio uomo qualche volta ha gli occhi bagnati, io allungo la zampa e gli strofino la faccia, il mio uomo allunga le labbra e mostra i denti mentre socchiude gli occhi.
Il mio uomo un giorno si è sporto dal balcone facendo forza sulle braccia e sollevandosi sulle punte, io ho allungato la zampa e le ho battute sulla sua gamba, il mio uomo ha aderito le piante dei piedi a terra.

Ventotto giorni dopo il rapporto numero 87, il cane ha morso un altro uomo.
Il protocollo prevede l’abbattimento immediato dell’animale che, dal momento del morso, è diventato un pericolo per la comunità.
Il cane, come suo diritto e dovere, ha redatto l’ultimo rapporto. I contenuti non sono stati confermati dal suo paziente né da alcun testimone.
La vittima del cane è stata risarcita sia per la ferita sia per il trauma subito.

Rapporto finale

I fatti occorsi sono i seguenti.
Io e il mio uomo ci siamo recati sul posto, il mio uomo ha preso dalla macchina i soldi come ogni mese, ce ne siamo andati.
Lungo il percorso ho visto un altro uomo: magro, vestito con una tuta, dall’odore di erba e terra.
L’altro uomo ha preso a camminare più veloce fino a avvicinarsi al mio uomo: ha allungato la mano verso la tasca della giacca del mio uomo, ha preso i soldi del mio uomo.
L’altro uomo si è girato in direzione opposta alla nostra, io ho azzannato il suo polpaccio.
L’altro uomo ha urlato, il mio uomo si è girato, il mio uomo ha iniziato a tremare.
L’altro uomo ha buttato i soldi del mio uomo a terra, io gli ho lasciato il polpaccio, il polpaccio sanguinava, l’altro uomo ha corso in direzione opposta alla nostra.
Ho detto al mio uomo di prendere i soldi a terra.
Io e il mio uomo siamo tornati a casa.

Il cane è sul divano della casa del suo paziente. Il medico prepara le due siringhe.
Il paziente è seduto sul divano: non è nelle condizioni di capire cosa sta accadendo.
Dopo la prima siringa, il cane sbarra gli occhi e rallenta il respiro.
Il paziente guarda il cane: non è nelle condizioni di riconoscerlo.
Nessuno parla.
Dopo la seconda siringa, il cane sbatte le palpebre più volte, gli occhi restano chiusi a lungo poi si riaprono e poi si richiudono.
Il paziente guarda il cane.
Il paziente allunga il braccio verso il cane e ne accarezza il capo.
Il paziente ha gli occhi umidi. Poi dagli occhi le lacrime scorrono copiose.
Il cane non apre più gli occhi.
Il paziente non smette di lacrimare.
Il paziente urla.
Il paziente biascica parole che non si capiscono, una di queste corrisponde a quella sulla targa che è sotto il collo del cane.
Il paziente ha riconosciuto il cane.
Il medico è sorpreso.
Il paziente si allunga verso il cane, lo accarezza, lo abbraccia, manifesta il suo dolore.
Io sono sorpreso.
Dico al paziente che il cane è stato abbattuto in ottemperanza al protocollo: ha morso un altro uomo, è pericoloso per la comunità.
Il paziente mi guarda, il volto bagnato di lacrime, biascica parole, pronuncia parole che capisco:
Ha morso un ladro!
Il paziente ha confermato il rapporto finale del cane.
Il medico prepara due siringhe.
Dopo la prima siringa, il paziente non parla più, i suoi occhi guardano il vuoto.
Dopo la seconda siringa, il paziente chiude gli occhi, smette di respirare.
Secondo protocollo, all’abbattimento del cane deve seguire l’abbattimento del paziente.
Io allungo la zampa verso il medico, il medico me la stringe.
Il medico prepara due siringhe.
Secondo protocollo, all’abbattimento del cane e del suo paziente deve seguire l’abbattimento del medico.
Resto solo, ululo al calare del sole, conto le pecore, dormo.

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Immagine di copertina: frame da Omelette (2013) di Madeline Sharafian.