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Crapula Edizioni

La niña santa

Quando perdi la testa per lei e lei ti rifiuta ma tu hai già perso la testa e una serie di spiacevoli eventi si susseguono e deposta ogni speranza hai già pregato al più divino degli dèi cui ogni tanto decidi di credere che non si sa mai dio esista in quel momento preciso magari pensa proprio a te e invece no, lui non ti degna manco di un sussulto biblico, allora tu che sei ancora vivo con la morte…

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Ô Metis II, parerga e paralipomena (5): il buco

Presentiamo un disegno, pervenuto qui a Vacca Pezzata sotto sotto all’uscita di O Metis II. L’autore dice di chiamarsi Curcuma, ed è riuscito a rendere il succo del testo, l’immagine chiave, in quel buco lordato in primo piano. Ciò che viene ritratto – libera interpretazione, s’intende! – è una scena da Scontro al vertice, capitolo VI, grande esclusa da O Metis II. I personaggi sono ben riconoscibili (e se non lo fossere basta rintracciare nel testo i rifermineti più evidenti), …

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Crapula Edizioni

Scontro al vertice (VI) – La caduta (L’inganno è la via)

La testa di Bloom, più leggera o vuota (l’inferno e la gravità), flotta nell’aria schiumosa e ricade quando i Titani sono già in atto e tutto è cambiato, la partita non è più una partita ma un’orgia d’infamie – la testa ricade in ritardo, come sempre il giudizio rispetto alla cosa. Nella ressa, nell’orgia, alcuni muovono ad agio e sguazzano, altri (Beckett si strappa i capelli come un samurai della pelota-parola, l’ultima; Bukowski ingozzato e saturo; Sartre impallinato; Platini il…

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Scontro al vertice (VI) – La caduta (Et tu n’attends plus la mort qui viendra)

Nella ferita precipitano i corpi, ottemperando alla caduta. Lo spazio è più relativo del tempo incostante. Eppure si cade. E si vede, si annusa, si tocca. I sensi non mentono, non mentiranno. Il campo elettrico, il campo magnetico, la distorsione, il precipizio. Esiste questo infinito, pur sempre delimitato, e intorno le città sbudellate, incendiate da fauci meccaniche che sputano acciaio, da aerei bombardieri, funghi atomici, allucinazioni, iperventilazioni, morti. Tutto ciò che brucia è lo zolfo nelle narici: più si fa…

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