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Crapula Edizioni

L’oltretempo

Carissimo Nuvio, amico mio comprensivo e leale, fratello maggiore, non ho altri che te ora che la mia ultim’ora si appresta. Ti scrivo da questo luogo buio e freddo creato dalla mia ostinazione, dalla superbia di cui sono stato schiavo e che mi ha reso cieco. Probabilmente non leggerai mai queste mie parole, questo mio testamento dettato dal terrore che sento respirarmi sul collo come una bestia immonda. Ricordi quello che mi dicesti l’ultima volta? Luto, mi dicesti, stai perdendo…

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Sparire

Il mio nuovo cliente indossa giacca e cravatta. Si presentano quasi tutti così, come si fossero preparati per un’ipotetica tomba. Non serve a niente, non avrete sepoltura: glielo dico, loro lo sanno, ma si presentano ben vestiti lo stesso. Lo trovano giusto. Brucio tutto perché così mi ha insegnato Maestro. Una volta finito, il vestito buono diventerà cenere. Loro si preparano lo stesso. Impomatati, profumati, tirati a lucido come mai nella vita. Tutto in cenere. Prendo quello che mi piace:…

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Esercizi di metodo e disciplina
27 Dicembre 2018
Crapula Edizioni

Camilla

Quando la madre di Camilla le dice che la settimana successiva andranno al mare, e che la casa che ha affittato è proprio vicino alla riva, lo fa pensando che Camilla sia contenta di allontanarsi per un po’ dal caldo tossico dell’estate cittadina, dal catrame appiccicoso e dall’aria grigiastra di smog – anche se solo per una settimana, che poi è quello che possono permettersi: ma la ragazzina sbianca, biascica poche parole di ringraziamento, e cerca subito una scusa per…

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Crapula Edizioni

Coabitazione

E le metafisiche dimenticate negli angoli dei caffè d’ogni dove, le filosofie solitarie delle soffitte di tanti falliti, le idee casuali di tanti casuali, la intuizioni di tanti nessuno, forse un giorno, in fluido astratto e sostanza implausibile, si coaguleranno in un Dio e occuperanno il mondo. (Fernando Pessoa, SM, I, 367) È apprezzare la vita proprio per quello che è, abbandonarla per un sogno. (Montaigne, Saggi, lib. ІІІ, cap.IV) 22 aprile Cara Sophie, ho appena firmato il contratto. Mi…

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La cella

Che cosa ti è successo? Perché piangi e che cosa c’è lì nel bosco? Cos’è quella cosa che ci insegue? Per favore, smettila di piangere, parlami! «Vuole ucciderci. Vuole mangiarci.» Che cosa? Perché? «Non lo so perché! Ha fame.» Il tuo vestitino… Perché è tutto così rosso? Non risponde. Dove l’ho vista prima d’ora? Possibile che anche lei fosse nella caverna insieme a tutti gli altri? La caverna delle ombre. Le ombre sono tornate. Non ricordo con precisione il giorno…

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15 Dicembre 2018
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Arpioni

Mica lo so bene com’è che è successo. Che un giorno sei per strada, fumi una sigaretta, guardi la gente che passa e a un tratto sbuca una con un gran culo e sbam. Gonna aderente e chiappe sode. Anche tacchi a spillo che, si sa, conferiscono sensualità al passo, slanciano la gamba e sorreggono il fondoschiena. L’ho letto in un inserto di Donna Moderna. Non che di solito legga gli inserti di Donna Moderna, di grazia, ma dal dentista…

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letteratura e altri buchi

La faccia stessa del mistero: Piglia, Kafka e Lynch

Storia visibile e storia segreta In Tesi sul racconto, lo scrittore argentino Ricardo Piglia utilizza  un appunto di Checov Un uomo, a Montecarlo, va al Casinò, vince un milione, torna a casa, si suicida. per portare alla luce un dualismo fondamentale alla base del racconto moderno. Dice Piglia: L’aneddoto [di Checov] tende a svincolare la storia del gioco da quella del suicidio. […] Prima tesi: un racconto narra sempre due storie […] Una narrazione visibile nasconde una storia segreta […]…

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La prima volta

All’uscita del tunnel, lui pensò a cosa avrebbe potuto dire per interrompere quel silenzio troppo carico e duraturo. Provò con un «Yahuuu, finalmente soli per tre giorni!». Non funzionò. I sentimenti di lei si erano stabilizzati su un corrosivo senso di colpa, e quell’esternazione liberatoria fu come passarle le nocche su una grattugia. Lui lo avvertì e tornò a tacere fino al cartello che indicava l’uscita dal paese. «Guarda!». Le disse. «Vuoi vedere che ora ci saluta? È il giovane…

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Rebecca al pozzo

Prima mattina. Ermenegildo Filone, con il naso a un centimetro dalla tela – era miope fin da ragazzo – percorreva lo spazio che dal cielo bianco e azzurro del deserto arrivava all’oscuro buco del pozzo, passando per il gruppo di figure tra cui spiccavano Rebecca, pallida e ammantata di raso dorato, con il secchio d’acqua proteso in generosa offerta, ed Eliezer, servo di Abramo, che le recava in dono una splendida collana di perle. «Che uno dei tanti pittori di…

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La fotografia

Una sera mi capitò di vedere un film. Il film mi sconvolse a tal punto da smuovermi un’idea. Decisi di fare una cosa, e la feci il pomeriggio seguente. Andai da una certa persona per chiedere un parere su una faccenda che mi stava molto a cuore. Sapevo che solo quella persona avrebbe potuto aiutarmi (e in qualche modo me ne ero persuaso). Sarebbe stato davvero possibile farlo? Dovetti insistere non poco per riuscire nel mio intento. Alla fine, mi…

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