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Crapula Edizioni

Forme brevi – Dossier Piglia

Dal quarto numero di Ô Metis, Forme Brevi, l’estratto del dossier a tema Ricardo Piglia (Adrogué, 24 novembre 1941 – Buenos Aires, 6 gennaio 2017): scaricalo qui in pdf. Contiene: Bovarismi, di Alfredo Zucchi Tesi sul racconto, di Ricardo Piglia, traduzione di Alfredo Zucchi Samuel Beckett, Molloy o del penultimo, di Luca Mignola Bagliori estremi e microletteratura ai tempi del web 2.0, di Antonio Russo De Vivo illustrazione di Adriano Annino per Ô Metis IV, Forme Brevi  

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Matrioska. Microfinzioni

Ringraziamo Gilda Manso per averci concesso di tradurre quattro microfinzioni dal suo volume inedito Flora y Fauna. Antología personal de Microficción (Textos Intrusos/Micrópolis, 2015). Traduzione di Ersilia Tomoe. *** Il Maestro Come un’oasi nel deserto, la bambina aveva un uccellino. A lui donava amore e attenzioni, a lui si rivolgeva nel momento di rimettere l’anima in qualcosa che non fosse il dolore cieco che soleva dominarla. L’orco la tormentava, ma le aveva permesso di tenere l’animale in quanto supponeva che, una…

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René Avilés Fabila. Mostri, gabbie e labirinti

Il cibo del vampiro. Era ormai passata la mezzanotte, l’ora dei fantasmi, degli spiriti e delle anime in pena. Il vampiro trascinava lugubre la sua oscura silhouette lungo le strade tra i caseggiati. Si muoveva come fosse ebro, ma in realtà era debole, e la testa gli pesava enormemente: non riusciva a trasformarsi in pipistrello, e così ad andarsene via volando. E quando gli capitava di incontrare qualcuno, durante la notte, prendeva subito a ispezionarlo con gli occhi che gli…

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Amori che durano poco. Su amore e microfinzione

Ci sono generi letterari che non attecchiscono ovunque; tra questi, la “microfinzione”. Anna Boccuti, curatrice di Bagliori estremi, rivolgendosi “all’intrepido lettore” (questo il titolo dell’introduzione al libro) parte proprio da qui: da una constatazione di non universalità dei generi, constatazione che potrebbe essere tenuta presente anche quando si affronta il solito discorso sul perché, in Italia, il genere “racconto” abbia poca rilevanza (almeno in ambito editoriale, perché di racconti se ne scrivono), ma qui ci spostiamo in un campo minato…

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Bagliori estremi e microletteratura ai tempi del web 2.0

[Questo articolo è stato pubblicato in Ô Metis di CrapulaClub, numero IV, Forme brevi, novembre 2014, pp. 44-47] La narrativa ai tempi dei social network si presterebbe alla brevità, alla miniatura. Giulio Ferroni, in Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero, diceva “a me sembra che la forma ‛breve’ del racconto, guardato spesso con sospetto dagli editori, sia oggi la più adatta a toccare la frammentarietà e la pluralità dell’esperienza, a scavarne il senso con tensione linguistica ed espressiva”…

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