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Antonio Moresco

Filologicon Crapula

Filologicon Crapula: gli ultimi giorni di Lenin

[1 maggio 2014 – Chi crede al lavoro crede nei fantasmi della Rivoluzione d’Ottobre, come crede in Dio] Da Gli esordi, di Antonio Moresco. Mondadori, 2011. Pag. 462-463; 465. «[…] Tornava verso Lenin, sorrideva camminando verso di lui con la ciotola di zuppa. La vedevo passare, ritornare. Camminava verso la carrozzella come dentro una punta di luce che si apriva. Sorridevano entrambi. Non lasciava cadere un istante quel sorriso, anche mentre la cameriera lo incominciava a imboccare, la sua boccuccia si…

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Crapula Edizioni, Filologicon Crapula, Internacional, letteratura e altri buchi, Lupus in Crapula

Ô Metis – Numero I, Febbraio 2013

(o  scarica qua) Nel primo numero: Edizioni Crapula Genealogia di un titano I perforatori Sensi unici Filologicon Crapula Eraclito in Stobeo, Florilegio Esiodo, Le opere e i giorni Essere e vento Letteratura et altri buchi Kafka-Lynch : la faccia stessa del mistero D’eternità o d’avanguardia Appunti di lettura: Antonio Moresco Flanagan’s Wake Le metamorfosi Cave canem Sulla Specie Usteron proteron o il gene idiota Kant ovvero can’t Lo stimolo e lo sprone L’albero della memoria Tecnica, tecnica! Hanno collaborato: Antonio Galimany,…

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retrobottega (Verticale come Achille)

[bang!]   Appunto. Se fossimo come piante, tenteremmo l’estensione verso il cielo. Sarebbe, quindi, caduta e scalata e viceversa. Resta che se fossimo piante, saremmo piante e basta. Ma siamo uomini farciti di pensieri. Da quando ho letto in Lettere a nessuno di A. Moresco che il carattere dell’opera che si scolpisce nello spaziotempo è la verticalità, ci sono momenti in cui non riesco a pensare a nient’altro. E non ho potuto fare a meno di cercarmi un paragone fuori…

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Letture: Antonio Moresco – La Lucina

La logica editoriale presenta l’ultimo romanzo di Antonio Moresco “La lucina”, edito da Mondadori, come una storia sospesa tra Leopardi e Il piccolo principe. Ah! La logica! Capisco la necessità di attirare il lettore a comprare il libro, la rete di librerie reali e virtuali per le quali viaggia l’opera, l’astuzia di fare corrispondere il prodotto alla volontà di chi legge, che vuole immediatamente il paragone. (Mi viene in mente la presentazione, da un altro retro di copertina, a Cosmopolis…

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Pubblicità: Ô Metis – Magazine

In busta chiusa è giunta la prima pubblicità della rivista, prodotta da tre ignoti ammiratori che cito nell’ordine che essi stessi si sono dati: Chiara Perrone (foto, montaggio e conigli), Luca Mignola e Alfredo Zucchi (musica zingaresca). O Metis n.1, Teaser of crapula club magazine by crapulaclub.wordpress.com, motion & graphic design by Chiara Perrone from Claritazita on Vimeo.   Inoltre prendo al volo il caso per ricordarvi di leggere alle pagine 17-19 un gran pezzo di Quijano su Antonio Moresco….

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Prima dell’inizio della fine

Prima dell’inizio della fine. Un pezzone di Alonso sul primo dei tre sedicenti capolavori di Massimiliano Parente. Da rigustare pezzo pezzo. Rendiamoci conto della direzione che ha preso la letteratura italiana in seguito alla pubblicazione dei Canti del Caos di Antonio Moresco e della (successiva ed altamente ispirata da Moresco) trilogia inumana di Parente (La Macinatrce, Contronatura e L’Inumano). A chi dice che la letteratura italiana è in fin di vita rispondere nisba, nein. Inoltre, come una bella rassegna stampa,…

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Cave canem: buona fine e buon principio

Uno legge i Canti del Caos di Antonio Moresco e mai come altrove sente l’infinità vanità dell’industria letteraria (e della letteratura stessa). Sarà il luogo, il momento, l’epoca – o qualcos’altro? Dove siamo, in summa? Ed ancora sui Canti del Caos: quel trucco che fa apparire il libro che si legge come il contemporaneo farsi del libro che si legge – è un trucco, ficción. Enter maestro Borges. E allora, di ritorno dalla terra dei morti, a breve vi prometto Juan…

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Cave canem: la virtù dell’onda.

Una vasta provincia di orrori sottratti alla parola. Questa sarebbe bellezza? Ci vuole una nobile disperazione o barbarica rassegnazione anche per mandare tutto a puttane. E’ la mano quel che conta. Stringere il collo del poeta, farlo tacere (magna res subducta) fino a un certo punto. Su Moresco (Canti del caos). C’è una potenza, una forza che generata dalla disperazione – e per liberarsene – diventa qualcos’altro. A me piace chiamarla: la virtù dell’onda. La capacità di sbattere e non…

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