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letteratura e altri buchi

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Centinaia di inverni, di Sara Mazzini | Estratto

Chi era Emily Brontë? E come è stato possibile per l’algida e schiva figliola di un pastore anglicano, che ha vissuto la sua breve vita quasi interamente confinata dentro una canonica in mezzo alla brughiera, concepire l’idea di una passione totale e totalizzante quale è al centro di Cime tempestose? Da simili interrogativi prende le mosse il romanzo di Sara Mazzini, uscito il 28 settembre per Jo March Literary Agency, frutto di una conferenza tenutasi alla Biblioteca Panizzi di Reggio…

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Nel continuo tentativo di riposizionamento rispetto all’ignoto

Lettore onnivoro e autodidatta, Roberto Bolaño ha inteso la scrittura come un costante processo di formazione tra i banchi di quell’Università Sconosciuta[1] che da sempre ha fatto coincidere con la capacità di ricavare materia narrativa da condizioni di vita avverse a un mestiere che richiede tanto un punto di vista critico quanto un tetto e un buon impianto di riscaldamento per poterlo esercitare. Presto, già a partire dai primi anni Ottanta, s’immerge nella costruzione di un immaginario che fa dell’autofinzione…

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Un certo tipo di abbandono

Utopia comunitaria. Un lungo travaglio ha preceduto – ai posteri si demanda la realizzazione di ogni teleologia, agli aruspici e agli oracoli la profezia, ai lettori politici la manipolazione plastica dei fatti – una presa di coscienza improvvisa come un colpo di scena, un sollievo o una guarigione insperata: ci sono tensioni irriducibili; c’è un solo modo per accogliere questa irriducibilità: un certo tipo di abbandono. Un certo tipo di abbandono: le idee sono più importanti degli individui che le…

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Il diario e il suo doppio

Postfazione a Kronos (Witold Gombrowicz, Il Saggiatore, 2018) a cura di Francesco M. Cataluccio. Le immagini provengono dalla stessa pubblicazione. Ringraziamo l’editore per averci concesso di riprodurre il testo. *** «Kismet è una tagliente parola turca (che significa: Destino).» La scrisse, come un sigillo sul senso di tutta una vita, Witold Gombrowicz, sette mesi prima di morire: «In generale si è mangiato abbastanza bene, vita tranquilla, finché… Kismet». Questa sorta di bilancio inedito si può leggere in Kronos, il suo…

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Heinrich von Kleist

Heinrich von Kleist, nato a Francoforte sull’Oder nel 1777, combatté per l’esercito prussiano, studiò legge, studiò filosofia, lesse Kant e ne ebbe una crisi, scrisse drammi e diede fuoco al maggiore di essi, scrisse racconti, fu arrestato e imprigionato dai francesi per spionaggio, scrisse ancora, rimase senza lavoro e rifiutato dagli editori, sparò al cuore l’amica Henriette Vogel malata di tumore e alla testa sua nello stesso frangente sulle rive del Wannsee, a Berlino: era il 21 novembre 1811, volevano…

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Suttaterra di Labbate. I limiti del linguaggio

Incipit. E l’apostolo disse: Dal Mediterraneo non si odono più risalire le scricchiolanti ombre di pesce che giungevano alla corte dei miei sogni, elettriche e furiose, scatenandosi dall’acqua fino alla mente. C’è una fossa ora nel mare: vi ribolle la luna, si spezzetta come le ostie impugnate in segreto, al riparo dalla frescura maligna. La storia e il gotico siciliano. A tre anni di distanza da Lo Scuru (Tunué, 2014), Orazio Labbate, in Suttaterra, attinge dal medesimo mondo, quello di…

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Compulsion di Meyer Levin

Se per Voltaire lo stato di salute di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri, per Meyer Levin lo stato di salute di un popolo si misura dall’efferatezza dei suoi crimini. Levin in Compulsion racconta il caso di Nathan Leopold e Richard Loeb (che nel romanzo si chiamano Judd Steiner e Artie Strauss), due giovani ricchi e promettenti esponenti della comunità ebraica che negli anni Venti uccisero un ragazzino appartenente alla loro stessa comunità. Convinti di aver…

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Cometa, di Gregorio Magini

I. Cometa è un romanzo di orfani. Raffaele ha perduto la madre da bambino, nel corso di un incidente automobilistico. Con lei ha perso anche una sorellina infante, prodotto di un secondo matrimonio, strappata alla vita mentre sonnecchiava accanto a lui sul sedile posteriore. A salvare Raffaele dalla medesima fine è la visione di una vecchia sul ciglio della strada che lo spinge ad aprire il finestrino, da cui viene sbalzato fuori prima che l’auto si accartocci. L’intera volta celeste, come…

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Giù la luna dal cielo

§ 1. Chi mi descriverà dunque il suo volto? Il mormorio di fondo che si ode al vernissage di una mostra; quel senso di confusione provato da un osservatore occasionale di fronte a un’installazione di Kounellis o ai dipinti geometrici di Newman; i musei d’arte contemporanea che lamentano costi di gestione troppo alti (ad eccezione del Macro di Roma, del Museo del Novecento di Milano e di poche realtà consolidate) sono la logica conseguenza di un’arte che non scende a…

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