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L’editore Lindau ha riproposto, nella traduzione di Francesco Verde, Le forze misteriose (2017) dell’argentino Leopoldo Lugones – scrittore, giornalista, poeta, teosofo, alchimista.
Le forze misteriose (titolo originale: Las fuerzas extrañas) è una raccolta di racconti eterogenei, annoverabile come una delle prime espressioni del fantastico sudamericano.

Qual è l’influenza di Borges su Lugones?

Non potremmo iniziare in altro modo a parlare di questo libro, se non interrogandoci sull’influenza retrospettiva di Borges in Lugones.
Borges riteneva che la forma moderna del fantastico fosse l’erudizione (si veda Finzioni). Ma come si arriva all’erudizione?

Nel racconto Un fenomeno inesplicabile leggiamo:

«È tanto bella la scienza! La scienza libera, senza Chiesa né accademie! Eppure, voi ne siete ancora sulla soglia. I fluidi odici di Reichenbah non solo che l’inizio. Il caso che state per conoscere vi farà capire fin dove è possibile spingersi».

Non ci troviamo ancora di fronte al dispositivo fantastico borgesiano – quel galleggiamento costante tra il dato reale e l’invenzione – eppure Lugones ci mostra un bivio: o la scienza libera (in termini narrativi, l’invenzione scevra di ogni principio di rappresentazione vera) o la Chiesa e l’accademia (spiritismo e nozionismo ciechi).
Qual è, dunque, l’influenza di Borges su Lugones? L’erudizione di Lugones non è ancora gioco di inneschi e false attribuzioni, di interpolazioni, piuttosto è lo sperimentalismo dell’inizio del Novecento, quel miscuglio di filosofie orientali e primordiali tecniche di laboratorio occidentali. E proprio nel cercare di compensare la scienza (l’aspetto credibile della conoscenza) con un certo misticismo (l’aspetto incredibile) che si attiva la vertigine fantastica in Lugones.
Poco più avanti nello stesso racconto, leggiamo:

«Poiché le suggestioni si presentavano in maniera sempre più vivida, procurandomi una disperata lucidità, mi risolsi una notte a conoscere il mio doppio. A vedere cos’era quella cosa che usciva da me, pur essendo me stesso, durante il sonno estatico».

Ancora Borges sosteneva che un racconto fantastico perché si attivi, deve essere credibile. La vertigine del racconto, dirà poi Cortàzar, dovrà essere l’anello di congiunzione tra scrittore e lettore.
Nei racconti di Le forze misteriose l’elemento che dà credibilità all’evento fantastico è in molti casi la presenza di un narratore/testimone, di chi ha visto con i suoi occhi l’evento straordinario.
Siamo ancora in pieno sperimentalismo, la tecnica non sarà raffinatissima (spesso i racconti si perdono in lunghe digressioni erudite, per ironia “accademiche”), la scienza spesso si confonde con l’alchimia, con la magia o il misticismo, ma in definitiva sono i rischi che si corrono nell’esperimento.

Extraños, uncanny, inquiétante étrangeté, strano, Unheimlich

L’area semantica delle parole sopra elencate è, che si voglia o no, che sia brutto o meno il termine, il perturbante.
Nel saggio Il fantastico di R. Jackson a pagina 61 leggiamo:

Il perturbante combina questi due livelli semantici (familiare/poco familiare, NdR): la sua significazione sta proprio in questo dualismo. Scopre ciò che è nascosto e, facendo così, effettua una trasformazione del familiare nel poco familiare.
La letteratura fantastica trasforma il «reale» attraverso questo modo di scoprire.

Nel racconto Il rospo (chiaramente un racconto del mistero, sic) si può rintracciare il passaggio appena menzionato.
Un ragazzo trova nel giardino di casa sua un rospo. Per il ragazzo niente è più familiare, consueto – si potrebbe quasi usare quell’orribile aggettivo che è normale – di un rospo. Sebbene egli noti come il batrace si gonfi smisuratamente, alla fine anche esso sottostà alla dura legge della sassata e spira. Il ragazzo lo raccoglie e lo porta a esaminare alla vecchia domestica. La reazione della vecchia trasforma immediatamente la normalità del gioco e del rospo in qualcosa di estraneo, di perturbante.

«È un rospo maligno», replicò in tono maligno la mia interlocutrice, «che resuscita, se non viene bruciato.»

Si apre dunque un racconto nel racconto, la domestica narra un’esperienza simile accaduta a una sua amica, tale Antonia, la quale non ebbe l’accortezza di bruciare il rospo. Così veniamo a sapere:

«Devi sapere – disse – che quel tipo di rospo non perdona a chi gli fa del male. Se non viene bruciato, resuscita, si mette sulle tracce del suo assassino e non ha pace finché non ottiene vendetta».

E poco più avanti, una volta che la realtà si è trasformata (le preoccupazioni di Antonia la portano a rinchiudere il figlio in una cassapanca pur di nasconderlo alla vendetta del rospo maligno), le reazioni di Antonia denunciano gli effetti del perturbante, dell’extraños.
Compiuta la vendetta (il rospo si era gonfiato a dismisura soffocando il ragazzo chiuso nella cassapanca), tutto torna familiare.
Ma è davvero così che stanno le cose?
Come in almeno due racconti di E. A. Poe, Il gatto nero e Ligeia, la lucidità di giudizio lascia il posto alla superstizione, la superstizione è la porta d’accesso al perturbante, così in questo racconto (come anche ne La forza Omega o in Viola Acherontia) la consuetudine si trasforma in un destino di morte, nell’atrocità per eccellenza, che non lascia più nulla di normale al suo passaggio.

Mitologia e religione

Non c’è da meravigliarsi che ne Le forze misteriose compaiano alcuni racconti di trama mitologica e religiosa. L’abbiamo detto all’inizio che la raccolta è miscellanea.
Proprio in questi racconti, La pioggia di fuoco, I cavalli di Abdera (presente anche nell’Antologia della letteratura fantastica di Borges-Bioy Casares-Ocampo), Il miracolo di san Wilfredo, L’origine del diluvio, La statua di sale, la scrittura di Lugones si dà più libera, quasi verrebbe da dire più consapevole delle proprie possibilità. Laddove nei racconti di scienza spesso Lugones si perde in lunghe digressioni o dimostrazioni pur di arrivare con una certa lentezza alla vertigine, in questi racconti la vertigine si attiva immediatamente. L’elemento fantastico o orrorifico o mistico non ha bisogno di essere in qualche modo giustificato o dimostrato, esso è il fatto stesso che viene raccontato. La mitologia e la religione offrono di fatto a Lugones una zona di credibilità ancora più immediata e riconoscibile della scienza o dell’erudizione.

Leopoldo Lugones
Le forze misteriose
Lindau, 2017
Traduzione di Francesco Verde
Pag. 133