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Andrea Zandomeneghi

letteratura e altri buchi

L’io cefalgico: “Il giorno della nutria”

Si avverte una strana cacofonia leggendo Il giorno della nutria, romanzo d’esordio di Andrea Zandomeneghi (Tunué, 2019): un ronzio di fondo, un rumore bianco, una sorta di disturbo elettrostatico che procede in sottotraccia alla strana vicenda raccontata, a modo suo, dal protagonista Davide – narratore, dice Zandomeneghi in un’intervista, «ossessivo, minuzioso, cervellotico e camaleontico nel suo imitare i linguaggi specifici (giuridico, filosofico, fenomenologico psichiatrico, farmacologico)» – e la accompagna e non sparisce mai se non, forse, alla fine, quando il…

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letteratura e altri buchi

Il giorno della nutria – Andrea Zandomeneghi

Presentiamo un estratto esclusivo dal primo romanzo di Andrea Zandomeneghi – nelle fila di CrapulaClub dal 2016 al 2018 –  “Il giorno della nutria” (Tunué, 2019) *** La sega non andò a buon fine per sopravvenuta svogliatezza e per l’inconcludenza delle mie fantasie masturbatorie: non riuscivo a direzionarle in modo accettabile verso le situazioni prescelte, continuavano a essere distratte e scarnificate da un opprimente senso d’angoscia e di colpa che saliva, sempre meno latente. Ormai quasi sfacciato. Odio la locuzione…

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letteratura e altri buchi

Lisbona e le scaturigini della selva post-esotica

«La bellezza salverà il mondo» si continua a far ripetere a Dostoevskij* – avendo però dimenticato la portata soteriologica ed estatica di queste parole, in lui. E se invece la bellezza divenisse radicalmente inattingibile? Ecco il punto: se la bellezza si fosse prosciugata – e secondo il post-esotismo (corrente letteraria fittizia partorita da Volodine) s’è prosciugata! – totalmente, allora non ci sarebbe più possibilità né di salvezza, né di speranza; solo il crollo agonizzante e disperato di un’umanità dannata. Dinanzi…

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Micromenippea #3 – Imperativo anticategorico [corridoi disumanitari bis]

Che poi sei frocio? La cosa che di te senti più vera è il polimorfismo libidico scarsamente differenziato – ma non diresti mai di essere un perverso polimorfo perché temi come la peste la fraseologia freudiana metabolizzata dalla cultura generale e nulla ti sembra tanto di cattivo gusto come questa anche se in verità il concetto è lo stesso e l’agenitalità dell’infante è analoga alla tua, quella dell’impotente che compensa con una vaga totipotenza – aspecifico con sfumature demisessuali. Visto…

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Disintegrazione

Ti viene un cancro e tutti ti santificano – indifferente che tu guarisca o meno ai fini della canonizzazione. Ti scopri sieropositivo e sei dannato. Il mondo delle patologie è abitato da un severo discrimine che provvede ad assegnare colpe e meriti, condanne e privilegi – ad esempio per le malattie mentali non c’è pietà. Neppure le eziologie sono sempre determinanti: il cancro ai polmoni del tabagista (origine viziosa) o quello al collo dell’utero da papilloma virus (origine venerea) hanno…

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Cereali al neon – Sergio Oricci
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Interviste

L’impero del sogno e la letteratura di Vanni Santoni. Un’intervista

Andrea Zandomeneghi) «Ho scelto di firmare “Vanni Santoni HG” la mia produzione fantastica onde rimarcare il suo essere percorso parallelo e differente rispetto ai romanzi firmati con il solo nome e cognome» scrivevi nella Nota dell’autore di Terra ignota. Naturalmente anche Terra ignota 2 – Le figlie del rito reca la medesima firma. Non fosse bastato il genere, c’è questo elemento che fa da netto discrimine tra una parte della tua produzione narrativa e l’altra. La tua produzione narrativa non…

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Prognosi dall’antropocene: Morte ai vecchi

Questo ameno e stimolante – rara avis nel nostro panorama letterario per tematiche e modalità espositive – libro di Franco «Bifo» Berardi e Massimiliano Geraci parte senza un esergo, parte – in modo del tutto inconsueto, trattandosi di fantascienza distopica esistenziale – con una scena di cessione della propria anima da parte della figlia del protagonista a un losco figuro. Una cessione di due mesi. Si rimane interdetti: è un bene. Spesso durante la lettura si rimane interdetti (soprattutto quando…

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È solo controllo

«Quel che sono in verità io è la defecazione del mio spirito utilitaristico, pronta per essere incanalata nelle fogne delle anime» Per via lisergica – o percorrendo un’altra via: che importa? fatti suoi – Pedretta attinge agli antipodi della mente (che poi forse son solo gli antipodi della coscienza nella mente: «la mente è selva sovraffollata d’orripilanti creature» c’insegna del resto Incretolli in Mescolo tutto), li subisce (presumibilmente ne viene fracassato e dissolto, ma questo lo sa lui: qui ci…

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Interviste

Un colloquio massimalista con Giordano Tedoldi

Andrea Zandomeneghi: Grazie Giordano di aver accettato di prendere parte a questo piccolo colloquio con me e Alfredo Zucchi. Tabù e I segnalati, quale dei due romanzi è più importante e perché secondo te? Più importante dal punto di vista del tuo percorso autoriale, ma anche più importante dal punto di vista della nostra letteratura nazionale. Giordano Tedoldi: Sulla questione dell’importanza nella nostra letteratura nazionale, pudicamente mi sottraggo alla risposta. La stessa questione, del resto, sembra particolarmente adatta a suscitarmi…

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Micromenippea #2 – L’interstizialità del bene [corridoi disumanitari bis]

Il bene è interstiziale, si disse il Prefetto Di Marco, non turandosi il naso. Cinquemila migranti ammassati, come escrementi essiccati (in una busta di stallatico?), in un campo concentrazionario – perché le cose si chiamano con il loro nome (quantomeno nella visione di questa volitiva figura apicale del Ministero dell’Interno) – che poteva contenerne trecentoventicinque. Calpestò una merda; ispezionava i dintorni d’un canalone di liquami forse tossici, forse radioattivi, forse solo laidi – non si vede perché non anche probabilmente…

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