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Miedo a las alturas. Horror

Crapula Edizioni

La grande incubatrice

La festa d’addio era da poco finita, gli invitati se ne erano andati lasciando sparsi per il salotto pezzi di torta mangiucchiata. Il substrato di luciferina faceva ancora brillare i caratteri dello striscione biologico: ‘Buon viaggio Matilde’. Matilde abbracciò la madre e baciò il padre, li salutò per sempre. L’uomo strinse la moglie a sé: erano orgogliosi che si sacrificasse in nome dei valori etici, morali e umanitari che con tanta dedizione e senso civico le avevano instillato. Le operaie…

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Internacional

Alberto Laiseca – Gradinata di gioielli

Gradinata di gioielli di Alberto Laiseca Uccidendo nani a bastonate Edizioni Arcoiris, 2017 Collana: Gli Eccentrici, a cura di Loris Tassi *** Il bey della Turchia, Hashyud, fece costruire sette palazzi sovrapposti in cui rinchiuse, l’una dopo l’altra, le sue sette consorti con tutti i loro beni. Ognuna gli durava più o meno due anni. Quando si stancava di lei le regalava vestiti magnifici, a mo’ di corredo funebre, e poi la imprigionava in un palazzo, eretto sopra il precedente….

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Crapula Edizioni

La fotografia

Una sera mi capitò di vedere un film. Il film mi sconvolse a tal punto da smuovermi un’idea. Decisi di fare una cosa, e la feci il pomeriggio seguente. Andai da una certa persona per chiedere un parere su una faccenda che mi stava molto a cuore. Sapevo che solo quella persona avrebbe potuto aiutarmi (e in qualche modo me ne ero persuaso). Sarebbe stato davvero possibile farlo? Dovetti insistere non poco per riuscire nel mio intento. Alla fine, mi…

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Ultima fermata

L’incessante frastuono del suo cuore che le rimbomba nel petto. Rintocchi a intervalli regolari, sempre più veloci, ma senza fretta. In quei battiti si riversano i suoi ultimi pensieri. Come se una flebo li facesse cadere uno ad uno, lentamente. Il suo respiro si accorcia, le manca l’aria, non ci riesce. Qualcosa le blocca la bocca, gliela tiene chiusa, forse è nastro adesivo. Le labbra le prudono, se solo potesse strapparselo via, se solo potesse muoversi… Ispira ed espira freneticamente…

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Crapula Edizioni

La fine dell’innocenza

Buio: un tonfo sordo scuote il silenzio. Qualcosa mi svegliò nel cuore della notte. Mi alzai a sedere con le coperte che mi coprivano fino al petto mentre un leggero freddo scivolava sulla parte nuda del mio corpo. Mi guardai intorno, cercai di vedere meglio, di osservare la figura che si trovava a pochi metri da me immersa nella penombra ma leggermente illuminata dalle poche luci che filtravano dalla finestra. Quella cosa era vicina, così vicina da potermi quasi toccare….

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Crapula Edizioni

Sulla pelle

Il passaggio   The boatman calls from the lake, a lone loon dives upon the water (Nick Cave) It is preferable not to travel with a dead man (Henri Michaux)   L’odore dolciastro e familiare della putrefazione e le strolaghe che si erano abbassate all’improvviso per sparire oltre la cima degli alberi gli annunciarono il lago. Non smise per questo di correre. Anzi, senza pietà per il suo cuore grande, pieno di tutto, che batteva all’impazzata, accelerò il passo fino…

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La paura del cervo

O morte io son quel cervo | che divorano i cani | La morte eiacula sangue. [1] senza la paura non so chi sono gioco in punta di piedi sul bordo padre madre, tu che sei una punizione severa – lo dice anche Bataille – la bambina cade dalle tue mani sente male, è il gioco[2] Immagina. Sei al centro del bosco, ferma. Immobile. Immagina, il sole cala e scende la tenda nera. Sei sola, la terra è secca, i fiori…

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Crapula Edizioni

Una vita in venti minuti

[Questo racconto, qui nella versione del 2016, è presente in altra forma in virtù di un altro editing nella raccolta Il vizio di smettere edita da Racconti nel 2018.] Il ragazzo comparve ad A***** nel tardo pomeriggio di un venerdì di aprile. Arrivò a piedi, costeggiando i tralicci dell’alta tensione che dalle colline alle spalle del paese scendevano fino a valle. Attraversò in diagonale i campi, attento a non calpestare il mais piantato da poco. Quando fu in prossimità della…

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Μεταμόρϕωσις (Metamorfosi)

Avevamo perso la rotta, la bussola, l’orizzonte del tempo. Intorno a noi solo mare. Calmo. Nessuna tempesta. Poco vento sulle vele della nostra nave. Nessun confine di separazione dal cielo. Il mare guerreggiava stanco, contro sottili lame di sole e l’umido scudo dell’alba. La tempesta era fuggita a Ovest, alle spalle di un mondo oscuro. Il vento soffiava singhiozzi smorzati, come un neonato che sta per addormentarsi dopo un pianto dirotto o come un uomo ferito nell’attimo sospeso tra la…

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letteratura e altri buchi

Una tipica attività cospirativa

Sferraglia lento il trenino malmesso salendo a scosse per la ripida salita. Nel semideserto scompartimento si spande il solito odore di stoffa smangiata da muffa e salmastro. L’uomo in divisa passa, controlla e non timbra, poi prosegue; solo allora i due interlocutori, che il lungo viaggio ha reso ormai pura presenza, riprendono per gradi la comunicazione interrotta prima — con adesso quell’impressioncina, vagamente elettrica e sorniona, di conoscersi da tempo. «Dunque torna a casa anche lei…» «Sì, come le ho…

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