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miedo a las alturas

Crapula Edizioni

Il gonfiore

A un primo, approssimativo sguardo, quell’uomo poteva sembrare una persona quanto mai ordinaria. Ed effettivamente, stando a ciò che è manifesto nell’osservare un individuo, quell’uomo non poteva essere giudicato altrimenti. Aveva sessantaquattro anni, una casa spaziosa, un soggiorno luminoso e una libreria a muro ben fornita, una cucina Scavolini – la cucina più amata dagli italiani –, un tapis roulant a otto velocità, una cyclette a quattro marce, una vasca con idromassaggio, un televisore a cinquantotto pollici allacciato a un…

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Il messaggero

Non faccio giri di parole, ho il compito d’essere chiaro e preciso: io sto al mondo perché ho una missione. Non sto qui in attesa soltanto di invecchiare come la maggior parte degli esseri umani, derelitti che arrancano senza uno scopo o mete da raggiungere. Non è così che intendo concludere la mia esistenza. Io ho un compito e lo porterò avanti a ogni costo e con tutto me stesso. Io sono un messaggero e recapito messaggi. Lo so che…

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Santuario

La testa di leone ruota su sé stessa. Gli scricchiolii del calcare. Il gorgoglio d’acqua salata che sale dagli interstizi del marmo. Mi muovo verso di lei, ogni passo è lunare. Un silenzio nero come un tappeto mi spinge verso il basso, la mia forza è annichilita. Faccio il breve tragitto in non meno di cinque minuti. Arrivato davanti alla statua, ne apprezzo l’inaspettata levigatezza, i dettagli, le rifiniture intatte. La testa di leone torna a girare; una piccola corrente…

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La natura cangiante della bellezza umana

Quando uscì dalle mie fauci Teseo era un altro. L’esperienza lo aveva mutato. Recava sulle spalle Asterio, perduto e legato braccia e piedi con il magico gomitolo di Arianna. Avrebbe poi abbandonato a Nasso la figlia di Minosse e Pasifae, non avrebbe cambiato le vele di proposito, avrebbe compiuto altre cose indegne di un principe e di un re. Sono Labirinto figlio di Dedalo, lo stregone primo di una stirpe che ha finito con il rendere il vostro mondo uno…

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L’apprendista

Mi sono fermato alla Qabbalah. È stato l’ultimo libro che ho letto. Mi è bastato. L’edizione che a un tempo aveva soddisfatto e esaurito la mia sete di conoscenza attraverso la parola stampata, era impressa su una carta grezza di terza scelta, tenuta insieme da una rilegatura avventurosa e da una copertina con l’immagine di un golem senza sguardo e l’ombra del rabbi Loew rozzamente riprodotte. Ma le interpolazioni, le postille e i commenti a margine vergati con scritture diverse…

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B per Beati

Da ore si susseguivano i discorsi di tutte le cariche e commissioni: sui banchi alcuni deputati chiacchieravano sottovoce, altri erano immersi negli schermi, altri ancora si guardavano attorno impazienti, una decina, sfinita, si era abbandonata al sonno. Indifferentemente da chi li pronunciasse, ringraziamenti, aneddoti e vuoti flussi di parole riempivano l’aria senza catturare l’attenzione di nessuno. L’aula non era mai stata così piena se non per la seduta inaugurale, eppure era vuota per un terzo. La maestosa sala d’Ercole continuava…

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Sottosopra

Avevamo già tutti, noi colleghi, messo in guardia più volte il Manzini sulla pericolosità di quel suo vezzo – scantonando certo la punta del rimprovero perché non risultasse oltraggiosa e si spezzasse contro la figura marmorea dell’accademico più brillante del trentennio – di leggere a cavalcioni sulla finestra all’ultimo piano del dipartimento di Filosofia, una gamba e metà tomo nel vuoto, esaminando di tanto in tanto, come diceva sorridendo, il viavai degli studenti, quei ragazzi che vedeva sciogliersi sotto il…

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Internacional

Il rospo

Leopoldo Lugones, Il rospo (El escuerzo), in Las fuerzas extrañas, 1906 (ultima edizione italiana: Le forze misteriose, traduzione di Francesco Verde, Torino, Lindau, 2017). [Il racconto è riportato qui nella traduzione di Marcella Solinas, dall’antologia Racconti ispanoamericani del terrore del XIX secolo, a cura di Lola López Martín, Salerno, Edizioni Arcoiris, Collana Gli eccentrici, 2015, pp. 7-12. Anche la biografia è tratta dall’antologia: pp. 128-29.] ***** Un giorno come tanti, mentre giocavo in campagna nella casa di famiglia, incappai in…

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Il corvo

Il fringuello era fermo sulla grondaia. Giorgio credeva fosse malato e già fantasticava di poterlo curare e tenere con sé. Avvicinò con delicatezza la scopa più volte, sfiorandogli le penne. Nessun movimento. Trascinò allora il corpo nelle immediate vicinanze della finestra immaginando un posto in giardino dove seppellirlo, fare un piccolo cumulo e metterci una croce. Era alla ricerca di uno straccio quando un forte battito lo sorprese alle spalle: un corvo era atterrato e stava beccando il fringuello. Giorgio…

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A posto così

Per togliersi la vita, Ennio Barragli scelse un giorno in cui facesse bel tempo. La caduta sarebbe divenuta un volo, con lo sfondo del cielo terso, punteggiato da poche nubi dense a dare la misura del movimento. Per lo stesso motivo decise di indossare i suoi abiti preferiti; non necessariamente i più eleganti, ma quelli che lo facevano sentire bene: una camicia rosso pomodoro che scendeva morbida sulla pancia in procinto di gonfiarsi, pantaloni attillati di tela verde e sneakers…

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